Previdenza

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Ape social : sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo il 18/12/2015 percepisco la Naspi dal 24/4/2016 perché ho avuto 4 mesi di preavviso dall'azienda. Il 24/4/2018 mi scadrà la Naspi ed avrò 63 anni e 9 mesi e mi mancherebbero 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia che percepiro' il 1/11/2021. Quando potrò fare domanda di Ape social se rimarrò disoccupato? Riteniamo che il lettore possa fare domanda il prossimo anno in quanto raggiunge entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti dalla norma: 63 anni di età; 30 anni di contributi; con decorso di almeno 3 mesi dal termine della disoccupazione indennizzata (che scade ad aprile 2018). L'ape sociale sarà riconosciuta a partire dal 1° agosto 2018 (cioè dopo i 3 mesi dal termine della naspi) sino al perfezionamento del requisito previsto per la pensione di vecchiaia (che dovrà essere confermato in quanto gli adeguamenti successivi al 2018 non sono noti attualmente in via ufficiale). L'indennità sarà riconosciuta per 12 mensilità annue (senza la 13^ ma con il bonus da 80 euro) e l'importo della stessa sarà pari alla misura della pensione calcolata al momento della richiesta dell'indennità entro un massimo di 1.500 euro lorde mensili non rivalutabili annualmente. 

Sono un precoce e ho tutti i requisiti per l'accesso al beneficio pensionistico anticipato per i precoci (12 mesi effettivi ante 19 anni, licenziato per riduzione organico/ lavoro nel 06 / 2012, iscritto nelle liste mobilità non indennizzata legge 236/93 dal 06/2012 al 06/2015, ottenuto la disoccupazione indennizzata per 12 mesi fino da 10/2012 al 10/2013, prosecutore versamenti volontari dal 2013 fino ad oggi. Raggiungerò i requisiti comprensivi di contributi figurativi a maggio 2018. Domanda: nel mio caso, avendo concluso interamente la prestazione della disoccupazione nel 2013, dove si colloca il trimestre successivo di inoccupazione previsto dalla circolare 2884/2017 inps ? essendo la mia disoccupazione ante la legge 150/2015 come dovrei fare ? l'iscrizione al centro per l'impiego deve essere ripetuto per lo status di disoccupato e fare la did ecc? L'Inps ha indicato che il trimestre di inoccupazione deve essere computato dal termine della fruizione della disoccupazione indennizzata. Dunque tale requisito, nel caso di specie, sarebbe ormai ampiamente perfezionato. Per accedere al beneficio si ritiene che sia sufficiente mantenere lo stato di disoccupazione derivante dalla precedente iscrizione ed attendere il raggiungimento dei 41 anni di contributi nel 2018. Lo status di disoccupazione dovrà essere verificato tramite la consultazione della permanenza nelle liste di disoccupazione presenti presso i centri per l’impiego. 

mia moglie ha fatto domanda per entrare nella 8va salvaguardia,presso le DTL tramite patronato.La domanda è stata accolta,avendo lei tutti i requisiti per accedervi. Età 64,27 anni contributi,licenziamento unilaterale al 31.5.2012,contribuzione cessata. La mia domanda è:ora che la pratica con il parere positivo della DTL è arrivato all'Inps,solitamente vengono accolte anche dall'Inps,oppure anche se il parere delle DTL è positivo,possono essere respinte? L'accoglimento positivo dell'istanza da parte della DTL è condizione necessaria ma non sufficiente per il pensionamento con la cd. ottava salvaguardia pensionistica. Nel caso di specie l'Inps dovrà verificare ora la sussistenza dei requisiti soggettivi (vale a dire l'età anagrafica e contributiva utile al perfezionamento della decorrenza della pensione, con le vecchie regole pensionistiche, entro la data stabilita dalla legge). I tempi per l'operazione non sono noti. Lo scorso anno, in occasione della settima salvaguardia, l'evasione delle pratiche è stata terminata dopo l'estate. 

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Zedde

Egr. Dottore, Premessa: Ho 58anni e posseggo tutti i requisiti per l'accesso al beneficio pensionistico dei precoci. L'iscrizione nell'elenco della disoccupazione c/o il centro impiego implica anche la sottoscrizione del patto per il servizio. Quest'ultimo è indispensabile per la dichiarazione dello status di disoccupato, come richiesto per l'accesso al predetto beneficio. l'eventuale accettazione di un lavoro congruo con il mio profilo professionale, fino a sei mesi, determinerebbe la sospensione e non la decadenza dello stato di disoccupazione. Mentre l'accettazione di un lavoro oltre i sei mesi determinerebbe la decadenza dello status di disoccupato. Domanda: la predetta accettazione o rifiuto del lavoro entro i termini prima esposti, mi permetterebbe di accedere comunque al beneficio pensionistico dei precoci?  Ringrazio infinitamente per il cortese riscontro. Kamsin Per l'accesso al beneficio del pensionamento anticipato (sia tramite APe sociale che tramite quota 41 per i lavoratori precoci) è necessario che il lavoratore sia in stato di disoccupazione e che quindi, tra l'altro, abbia dato disponibilità ad accettare, tramite il patto di servizio personalizzato, un'offerta di lavoro congrua. Nell'eventualità che al termine dell'ammortizzatore sociale (cioè nei tre mesi successivi all'esaurimento della Naspi o dell'indennità di mobilità) al lettore venga proposta un'offerta di lavoro congrua l'accesso al pensionamento verrebbe compromesso in quanto, come indicato nel messaggio inps 2884/2017 il trimestre di inoccupazione successivo alla conclusione del periodo di percezione della prestazione di disoccupazione non può essere interrotto/sospeso da una eventuale rioccupazione anche solo per un giorno. Conseguentemente, l’interessato dovrà mantenere lo stato di disoccupazione, non inferiore a tre mesi, per tutto il periodo compreso tra la conclusione dell’intera prestazione per la disoccupazione a lui spettante e l’accesso alla prestazione APE sociale/pensionamento anticipato. Si tratta effettivamente di una impostazione rigida perchè il lavoratore si troverebbe in ogni caso danneggiato: se accettasse la rioccupazione perderebbe il requisito di inoccupazione trimestrale ma se lo rifiutasse rischierebbe di perdere lo stato di disoccupazione e, da ultimo, il beneficio pensionistico. Sicuramente sul punto saranno necessari ulteriori ragguagli in quanto il coordinamento tra le norme della disoccupazione e quello degli anticipi pensionistici non è stato molto lineare e si presta ad interpretazioni diverse. 

Ove invece la rioccupazione sia avvenuta durante la percezione della prestazione contro la disoccupazione e ciò ne abbia comportato la sua sospensione l'Inps ha precisato che tale ipotesi non pregiudica l'accesso all'ape sociale o al pensionamento con 41 anni di contributi. Resta inteso, in ogni caso, che il richiedente deve aver concluso di fruire integralmente della prestazione per la disoccupazione spettante. Dunque al termine della rioccupazione il lavoratore dovrebbe riprendere la disoccupazione per il periodo residuo, attendere tre mesi di inoccupazione, e poi accedere al pensionamento anticipato.  

Sono un giovane 24enne iscritto all'università e titolare insieme a mia madre di pensione di reversibilità. Non sono a suo carico ed ho un CUD INPS per il 2016 di euro 4.948,64. Le mie domande sono: 1 - nel 2016 ho svolto il Servizio Civile Nazionale per un anno, percependo mensilmente euro 433,80 (x 12 mesi = 5.205,60), attestati dal relativo CUD del Ministero degli Interni. E' corretto aver continuato e continuare a ricevere contemporaneamente la pensione di reversibilità, senza decurtazioni, secondo la Circolare INPS 185/2015 che recita: cap.5.2 Diritto alla pensione ai superstiti in costanza di attività svolta nell’ambito dei progetti di servizio civile: "Con messaggio n. 22604 del 15 giugno 2005, è stato previsto che la partecipazione da parte del figlio studente titolare di pensione di reversibilità ai progetti di cui al decreto legislativo del 5 aprile 2002, n. 77 recante la “Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell’articolo 2 della legge 6 marzo 2001 n. 64”, non comporta la sospensione del trattamento pensionistico" Mi chiedo se pur non essendovi sospensione della pensione, sia prevista in tale caso una sua decurtazione.

2) Apprestandomi a considerare per il prossimo anno un piccolo lavoro, ho letto la legislazione vigente in materia di pensioni di reversibilità, sempre all'interno della stessa circolare: "Il Limite di reddito. In assenza di una previsione legislativa che interpretasse il concetto di "attività lavorative precarie" come espresso dalla Corte, l'Inps ha indicato che si considera non ostativo del diritto alla pensione ai superstiti lo svolgimento di attività lavorativa dalla quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’assicurazione generale obbligatoria maggiorato del 30%. Dato che il trattamento minimo nell'AGO nel 2016 è pari a 6.531 euro, con la maggiorazione del 30%, il reddito compatibile con il mantenimento dello status di studente arriva quindi a circa 8.490 euro annuo" Mi chiedo: a -tale limite di reddito si considera qui comprensivo del reddito derivante dalla pensione di reversibilità, o e' solo riferito al lavoro? b - tale cifra e' netta o lorda? Per intendersi, a quale rigo del CUD del datore di lavoro corrisponde? c - e' rilevante, ai fini di eventuali decurtazioni della pensione di reversibilità, l'entità della stessa, in caso di reddito da attività lavorativa che resti comunque entro i limiti indicati nella Circolare?

Quanto alla prima domanda la risposta è negativa. La percezione di un reddito 5mila euro annui non determina alcuna riduzione della pensione ai superstiti che quindi può essere cumulata con l'attività svolta. Le riduzioni, infatti, scattano in presenza di un reddito superiore a tre volte il minimo inps (circa 1500 euro al mese). Quanto alla seconda domanda il reddito limite di 8.490 euro non è comprensivo della pensione di reversibilità in quanto la norma fa espresso riferimento al reddito da attività lavorativa svolta. La cifra è da considerarsi al lordo delle imposte. Anche in tal caso non è prevista alcuna riduzione della pensione ai superstiti per la medesima ragione prima esposta. 

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Zedde

Cosa succede al beneficiario di Ape Social per assistenza a un parente disabile (madre), se dopo il riconoscimento del diritto venissero meno la convivenza o il disabile stesso venisse ricoverato in una struttura o venisse a mancare? Gli viene revocato il diritto o questo è acquisito irreversibilmente sino alla pensione di vecchiaia? Il tema è rilevante perchè prima di inoltrare la domanda di accesso al beneficio mi dovrei dimettere dal servizio. Kamsin Secondo quanto previsto dalla legge e dalla Circolare Inps 100/2017 il beneficiario decade dall'APe sociale esclusivamente in caso divenga titolare di pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia (es. pensione a 64 anni), per perdita della residenza in Italia o per il superamento, per svolgimento di attività lavorativa subordinata, parasubordinata o autonoma del livello di reddito annuo esente da imposizione fiscale (8mila euro, 4.800 per il lavoro autonomo). Nel caso di specie si ritiene, pertanto, che il decesso del disabile assistito durante il periodo di percezione dell'ape sociale non comporti conseguenza alcuna per il beneficiario. Naturalmente il disabile deve risultare in vita al momento della domanda di accesso alla prestazione di APe sociale. 

Buongiorno. Ho fatto domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio derivato da lavori faticosi e pesanti (lavoro notturno) per l'anno 2017 nel quale maturerò tutti i requisiti e attualmente percepisco l'indennità di mobilità. La mia domanda è questa: la decorrenza del trattamento pensionistico, in questo caso, interrompe la prestazione degli ammortizzatori sociali o dovrò aspettare che si esaurisca l'intero periodo dell'indennità di mobilità che in tal caso scadrebbe a febbraio del 2018? Se il lettore, come si comprende, ha fatto domanda per il beneficio previsto per i lavori usuranti di cui al Dlgs 67/2011 (cioè uscita con le quote con un minimo di età anagrafica e contributiva) non è necessario attendere il termine degli ammortizzatori sociali prima di accedere al pensionamento anticipato. Naturalmente dal momento della decorrenza della pensione il lettore decadrà dall'ammortizzatore sociale spettante in quanto non cumulabile con la pensione. Se il lettore ha fatto domanda, invero, per conseguire i benefici previsti per i lavoratori precoci, cioè per uscire con il requisito contributivo ridotto a 41 anni di contributi (a cui sono ammessi anche gli addetti ai lavori usuranti e notturni), come previsto dalla legge di bilancio per il 2017, occorrerà attendere tre mesi dalla scadenza dell'ammortizzatore sociale prima di ottenere il pensionamento (sempre previo riconoscimento da parte dell'Inps di tutte le condizioni entro il prossimo 15 ottobre).  

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Zedde

Buongiorno Sono titolare di indennità di accompagnamento, ho fatto domanda naspi tramite caf. a marzo L'inps rifiuta la domanda perchè risulto titolare di pensione dandomi l'opzione di fare ricorso entro 90 gg. questo mi comporta un ulteriore attesa di 120 gg circa per una risposta. Mi sono rivolto ancora al caf. non ha fatto ricorso, ha scritto qualcosa a riguardo ma non ho ancora avuto risposte. Sono stato all'inps e neanche mi guardano in faccia mi dicono di fare ricorso. Il dubbio è la mia posizione è regolare per avere la naspi? Cordialmente Antonio Kamsin La naspi non può essere concessa al raggiungimento dei requisiti pensionistici necessari per il conseguimento della pensione di vecchiaia o della pensione anticipata. Il lettore dovrebbe dunque verificare se ha acquisito, allo stato attuale, un diritto a pensione (ad esempio ha raggiunto i 66 anni e 7 mesi di età e 20 di contributi oppure ha maturato i requisiti contributivi per la pensione anticipata) o se risulta titolare di pensione di vecchiaia o anticipata. In caso contrario non si ravvedono particolari ragioni per rigettare l'istanza di accesso alla Naspi in quanto la percezione di una indennità di accompagnamento non è causa, di per sé, idonea ad escludere il diritto alla Naspi. 

Gentili Signori, dal 1980 sono un autoferrotranviere, durante la permanenza al fondo speciale autoferrotranvieri ho riscattato, in modo oneroso, 3 anni e 9 mesi, nel 2007 ho fatto domanda all'inps di ricongiungimento figurativo del servizio militare, La domanda è stata accettata e mi risulta dall'estratto conto. Adesso dovendo fare i conti con la data del pensionamento un dipendente inps sostiene che il servizio militare non mi viene riconosciuto in quanto avrei dovuto fare domanda prima del 1996, anno in cui detto fondo è stato dirottato all'inps. Vi chiedo : è proprio così? Grazie. Purtroppo sì, la valutazione del servizio militare nel soppresso fondo autoferrotranvieri doveva essere effettuata prima della sua soppressione ad opera del Dlgs 414/1996 tramite una ricongiunzione in uscita dal FPLD. Allo stato attuale il lettore non può, quindi, valorizzarla per la liquidazione della pensione a carico del soppresso Fondo. Tale contribuzione darà luogo ad una riliquidazione del trattamento al perfezionamento dell'età di 66 anni e 7 mesi. Qualora il lettore voglia utilizzare tale contribuzione non avrebbe alternativa che rinunciare alla liquidazione del trattamento pensionistico secondo le norme previste dal soppresso Fondo e chiedere la liquidazione della pensione interamente secondo il sistema vigente nell'assicurazione comune. Tale passaggio potrebbe però determinare un decremento della misura dell'assegno dato che le regole vigenti nel soppresso fondo erano più favorevoli rispetto al sistema vigente nell'AGO. Dunque salvo rare eccezioni l'operazione avrebbe un costo da tenere in considerazione. 

Quale architetto libero professionista, sono stato iscritto nei ruoli previdenziali della Cassa ingegneri e architetti, Inarcassa, dal 24.06.1976 al 05.05.1985. Dal maggio 1985 sono stato assunto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione e quindi iscritto nei ruoli previdenziali dell’INPDAP. A quella data, non essendo prevista la facoltà di ricongiungere i periodi previdenziali, ho chiesto ed ottenuto nel 1986 la restituzione dei contributi versati e dei relativi interessi per il periodo di iscrizione Inarcassa. Solo con la legge n.45/1990 è stato poi possibile ricongiungere i periodi di iscrizione alla cassa professionisti con i periodi previdenziali Inpdap, ma restava escluso chi, come me, aveva ottenuto la restituzione dei contributi versati. Gradirei sapere se, alla luce delle nuove disposizioni di cui alla legge n.228/2012, art.1 comma 229, e sm.i., sia possibile nel mio caso l’applicazione del cumulo dei periodi assicurativi solo per il conteggio dell’anzianità lavorativa. Il cumulo dei periodi assicurativi consente di utilizzare sia ai fini del diritto che della misura della pensione la contribuzione versata nei fondi della previdenza pubblica obbligatoria e quelli presso le casse professionali. Nel caso di specie avendo richiesto, in forza di una specifica previsione dell'epoca, la restituzione della contribuzione versata presso il Fondo Inarcassa non si comprende più in cosa possa consistere il cumulo posto che la gestione dovrebbe risultare priva di contribuzione. 

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Zedde

Buonasera, il 20 luglio del 2018 compirò 63 anni ed avrò 40 anni circa di contributi riconosciuti dall'AGO. Sono disoccupato da 1 anno e finirò di percepire l'indennità NASPI nel Gennaio 2018. Volevo sapere se maturerò i requisiti per richiedere l'APE Agevolato il 20 luglio del 2018 (3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia considerata 66 anni e 7 mesi) oppure il 20 dicembre 2018 (3 anni e 7 mesi prima dell'età per la pensione di vecchiaia considerata a 67 anni secondo le previsioni della Legge Fornero con adeguamento alla speranza di vita per l'anno 2022)?

Sono un lavoratore con 63 anni con un contratto di collaborazione cessato il 1.6.2017 per iniziativa del mio committente. Sono iscritto alla Gestione Separata dell'Inps e ho fatto domanda per accedere alla dis-coll. Dato che ho maturato 30 anni di contributi (contribuzione in gestione separata e nel FPLD) posso chiedere l'aPE sociale al termine dei tre mesi dalla fine della dis-coll? Luigi Possono accedere all'Ape sociale, tra l'altro, i soggetti che siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante. E che possano vantare almeno 63 anni di età e 30 anni di contribuzione a qualsiasi titolo versata anche presso casse previdenziali diverse (con esclusione di quella versata presso le casse professionali e della contribuzione estera) (Circ. Inps 100/2017). Kamsin Nel caso di specie il lettore è un parasubordinato e pertanto la sua disoccupazione non deriva, come richiede la norma, da un licenziamento individuale o collettivo quanto piuttosto da una risoluzione unilaterale del contratto di collaborazione da parte del committente o dalla sua naturale scadenza. Pertanto una lettura della norma strettamente letterale porta ad escludere la possibilità di ottenere l'APE sociale. Sul punto tuttavia si attendono ulteriori chiarimenti da parte del ministero del Lavoro e dell'Inps che potrebbero optare per un trattamento più favorevole. Sarebbe anche opportuna una tale apertura data la progressiva convergenza delle collaborazioni verso il lavoro subordinato che è stata attuata con il Jobs Act (con la progressiva estensione delle tutele, e l'incremento dell'aliquota contributiva che ormai sfiora il 33%). Nelle more di tali indicazioni il lettore può presentare istanza di verifica delle condizioni nell'anno in cui matura tutti i requisiti per cautelarsi da eventuali successivi chiarimenti in senso favorevole. 

Sono un dipendente Telecom (per cui fondo speciale telefonici) che ha aderito ad un accordo per uscire con l'articolo4 della legge Fornero. Io dovrei andare in pensione anticipata al 01-11-2021 (con 46 e 6 mesi di contributi in base alle tabelle attuali) per cui dovrei uscire dall'azienda ed entrare in isopensione il 01-11-2017. La domanda è la seguente : se alla fine dei 4 anni di isopensione la data di pensione mi si allungherà di qualche mese causa adeguamento alla aspettativa di vita (e quindi anzichè 43 e 6 mesi ce ne vorranno 43 e 8 mesi) posso utilizzare i contrinuti volontari per pagarmi i 2 mesi mancanti ? oppure l'utilizzo della isopensione rende non piu' praticabili la contribuzione volontaria ? (e quindi non mi resterebbe che la pensione di vecchiaia?). 

In linea generale l'Inps al momento della certificazione delle condizioni per accedere all'isopensione è tenuta a verificare, anche in linea prospettica, la maturazione del diritto a pensione entro i successivi 48 mesi dal conseguimento dell'assegno di esodo anche tenendo conto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita secondo l'ultimo scenario demografico disponibile che risulta particolarmente sfavorevole (e che quindi sarà quasi sicuramente rivisto al basso). Dunque il rischio di un periodo di vuoto economico tra la fine dell'assegno di esodo e l'accesso alla pensione anticipata appare piuttosto remoto. La Circolare Inps 119/2013 indica, peraltro, che nel caso in cui intervengano modifiche normative che innalzino i requisiti di accesso al trattamento pensionistico, nonché nel caso di incremento dell’aspettativa di vita superiore a quello - tempo per tempo - previsto dalla tabella tecnica di accompagnamento al decreto legge n. 201/2011, a favore dei soggetti già titolari di prestazione, l’erogazione di quest’ultima proseguirà per l’ulteriore necessario periodo, fermo restando il limite dei 48 mesi, a carico del datore di lavoro esodante, anche con l’eventuale rimodulazione dell’importo della garanzia fideiussoria. Ad ogni modo, nella peggiore delle ipotesi, quand'anche cioè la speranza di vita aumentasse in modo significativo rispetto a quella preventivata nel piano di esodo ed il lavoratore abbia esaurito l'intero periodo di 48 mesi non si vedono ostacoli alla facoltà di procedere con il versamento dei contributi volontari per integrare il requisito contributivo che in quel periodo temporale sarà richiesto. 

Maturerò due anni di contributi dopo il 2018 nella gestione autonomi e vorrei sapere se posso unificare gratuitamente questa contribuzione con quella della gestione dipendenti per raggiungere i fatidici requisiti per la pensione. In particolare ora che tutti sono passati al sistema contributivo, i contributi si possono sommare anche se non si raggiungono 3 anni di contributi autonomi, cioè se si hanno contributi autonomi per brevi periodi? Franco Marini Bologna

La risposta è positiva. E' ancora vigente la legge 233/1990 che consente di unificare gratuitamente i contributi maturati nella gestione dei  lavoratori dipendenti con quella dei lavoratori autonomi, con la particolarità che le regole per l'accesso sono quelle della gestione autonoma. 

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Zedde

Sono un precoce e ho tutti i requisiti previsti dal decreto appena pubblicato per i precoci (12 mesi effettivi ante 19 anni, licenziato per riduzione organico/ lavoro nel 06 / 2012, inscritto nelle liste mobilità, ottenuto la disoccupazione indennizzata per 12 mesi fino a settembre 2013, prosecutore versamenti volontari dal 2013 fino ad oggi. Raggiungerò i requisiti comprensivi di contributi figurativi a maggio 2018. Domanda: da che data potrò fare istanza di accertamento dei requisiti e domanda di accesso al beneficio ? Si possono inoltrare contestualmente? Vi ringrazio anticipatamente per la gentile risposta. Kamsin L'istanza di verifica delle condizioni va fatta nell'anno in cui si raggiungono tutti i requisiti per il pensionamento anticipato. Nel caso di specie, dato che il lettore matura i 41 anni di contributi a maggio 2018, dovrà produrre istanza entro il 1° marzo 2018. La domanda di accesso va prodotta, secondo l'Inps, invero nel momento in cui sono raggiunti tutti i requisiti per il pensionamento anticipato. Nel caso di specie, dunque, il lettore dovrà produrla non più tardi del maggio 2018 in modo da garantirsi la decorrenza dal 1° giugno 2018 (cioè dal primo giorno del mese successivo) ancorchè l'Inps acclari successivamente a tale data il diritto alla fruizione del beneficio (l'Inps potrebbe rispondere dopo il 30 giugno 2018). Si rammenta però che ove le risorse fossero insufficienti l'Inps potrebbe posticipare la decorrenza della prestazione ad una data successiva a quella appena indicata. 

quota 41, avendo a Marzo 2017 maturato 2109 settimane lavorative e assistendo mia madre che ha la 104 art. 3 c. 3 vorrei sapere se rientro nella quota 41? Specifico che al 31/12/1995 avevo più di 18 anni di servizio e precisamente 978 settimane. La lettrice vi rientra se può vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Inoltre, per godere della pensione anticipata con 41 anni di contributi l'assistenza deve risultare convivente con la madre. 

Mi hanno concesso un grado d'invalidita pare al 75% Per usufruire del assegno mensile d'invalidita ho letto che non devo superare un reddito di euro 5000. Io sono disoccupato da quasi 2 anni ma mia moglie lavora e ha un reddito di euro 32000. Vorrei sapere se lo stesso che mia moglie ha un reddito simili ho il diritto del assegno? La risposta è positiva: per le prestazioni di invalidità civile si computano, infatti, solo i redditi personali del richiedente. Pertanto sono irrilevanti i redditi del coniuge.  

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Zedde

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