Previdenza

Previdenza

Contribuzione al 31/12/2017 sett.2026 Titolare di assegno di invalidita' legge 222 Attualmente in congedo retribuito legge 104. Domanda : posso presentare domanda di ape volontaria a marzo o luglio 2018 cessando il rapporto lavorativo e rinunciando all'assegno di invalidita'.

L'Assegno ordinario di invalidità è un trattamento pensionistico diretto e, pertanto, riteniamo che non sarà cumulabile con l'Ape volontaria come non lo è con l'Ape sociale. Dunque per accedere all'Ape il lettore dovrà non confermare l'AOI prima della scadenza triennale o, comunque, attendere la revoca dell'AOI da parte dell'Inps. Ulteriori istruzioni saranno diramate dall'Inps in una apposita circolare attuativa di prossima pubblicazione. Kamsin Avrei bisogno di una deluciadazione in merito ai contributi versati alla gestione separata inps autonomi: 1 - Avendo versato solamente 3 anni di contributi alla gestione separata lavoratori autonomi, nel momento in cui andrò in pensione (come dipendente e/o artigiano) verranno conteggiati nel calcolo della pensione o verranno persi in quanto si parla di almeno 5 anni di contribuzione alla gestione separata autonomi ? 2 - Sull''estratto conto contributivo dove vengono indicati i mesi di contribuzione immagino che debba essere sempre indicato "12" per avere l'annualità completa è corretto ?  I contributi versati in gestione separata non vengono persi. Il lettore potrà valorizzarli al momento del pensionamento come dipendente/artigiano tramite il cumulo dei periodi assicurativi (legge 228/2012 e legge 232/2016) ottenendo una pensione composta di più quote quante sono le gestioni previdenziali coinvolte oppure, se liquida una pensione esclusivamente sulla contribuzione versata nel FPLD/gestione artigiani, al momento del raggiungimento dell'età di vecchiaia nella gestione separata (66 anni e 7 mesi, 67 anni dal 2019) tramite una pensione supplementare. Nella gestione separata l'annualità di contribuzione è soddisfatta se nella colonna diritto è registrato il valore 12 (mesi). Se non si versa il minimale (pari a circa 15mila euro annui) l'anzianità si contrae ed in tal caso si troverà un valore inferiore a 12 mesi. Per quanto riguarda la misura si valutano, invece, solo i contributi versati essendo il calcolo della pensione disciplinato con le regole di calcolo del sistema contributivo. 

dipendente trenitalia nel 2009 pensione di inabilità legge 335/95 x tumore a distanza di 8 anni visita di revisione e ricalcolo all'80% e revoca pensione inabilità il fondo speciale fs dicono non abbia assegno ordinario di invalidità ne il pensionamento art.1 comma8 dlgs 503/92 a 60 anni con l'80% di inavalidità.cosa fare a 59 anni??posso fare istanza x la pensione di inidoneità al servizio ferroviario che si ha con 10 anni di contributi? è vero che il fondo fs non riconosce ai fini del diritto gli 8 anni passati in pensione di inabilità? quale strada posso percorrere nel 2009 al momento del pensionamento avevo 29 anni di contributi compreso militare e maggiorazione personale viaggiante. Purtroppo è così. L'AOI è riconosciuto solo presso l'assicurazione generale obbligatoria, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la gestione separata mentre non riconosciuto al personale iscritto al Fondo speciale delle Ferrovie dello Stato. Nè è possibile godere del pensionamento anticipato a 60 anni con l'80% essendo anch'esso destinato solo all'AGO. Il Fondo speciale FS, tuttavia, prevede una pensione di invalidita' per gli iscritti che cessano dal servizio ferroviario per licenziamento per inidoneità a qualsiasi mansione ferroviaria (Art. 219, Dpr 1092/1973) a condizione di aver maturato almeno 10 anni di servizio effettivo (Circ. Inps 157/2001). Il calcolo di questa prestazione è regolato dalla norme di carattere generale senza alcuna particolarità aggiuntiva.

Per quanto riguarda la valenza figurativa dei periodi di godimento della prestazione di inabilità revocata per riacquisto della capacità lavorativa la Circolare Inpdap 57/1997 nell'illustrare l'estensione della pensione di inabilità al pubblico impiego (e al Fondo speciale FS) si era riservata la necessità di un ulteriore approfondimento tecnico con i ministeri vigilanti circa l'applicabilità dell'articolo 4, co. 4 della legge 222/1984. Tale riserva allo stato attuale non risulta allo scrivente ancora sciolta. Pertanto dovrà essere valutata presso l'Inps. 

seguifb

Zedde

Ho 63 anni e 6 mesi, 37 anni contributivi, sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo e percepirò la Naspi fino al 24 aprile 2018. L'11/01/18 presso la sede CISL della mia città ho presentato la domanda di verifica all'INPS del requisito contributivo per l'Ape Sociale. Per la domanda di accesso mi hanno detto di ritornare a fine luglio, al conseguimento anche del requisito dei tre mesi di disoccupazione dal termine del percepimento della Naspi. E' corretto? Oppure, anche la domanda di accesso all'Ape va presentata entro il 31/3/18? Come devo comportare? Grazie anticipatamente. Kamsin Secondo quanto esposto nella Circolare Inps numero 100 del 16 Giugno 2017 occorre produrre due domande per aver diritto all'Ape sociale. La prima volta alla verifica delle condizioni, la seconda volta al conseguimento della prestazione. La prima istanza, per quanto riguarda il profilo dedicato ai lavoratori disoccupati, deve essere prodotta dal lavoratore in condizione di disoccupazione ed al termine della fruizione dell'ammortizzatore sociale con l'allegazione della lettera di licenziamento e l'indicazione della data di conclusione della fruizione dell'ammortizzatore sociale (nel caso di specie la Naspi) (punto 5 della Circolare 100/2017). La seconda domanda, quella volta all'accesso alla prestazione, va prodotta scaduto il termine di tre mesi di inoccupazione dalla fine della Naspi.

Nel caso di specie, pertanto, l'istanza di verifica andava prodotta dopo il 24 Aprile 2018 e quella di accesso alla prestazione il 25 luglio 2018, decorsi, per l'appunto i tre mesi di inoccupazione dal termine della Naspi. L'Ape sociale decorrerà così dal 1° agosto 2018 sino all'età per la pensione di vecchiaia (67 anni allo stato attuale). Nel caso in questione la domanda è stata prodotta prima della scadenza dell'ammortizzatore sociale e, quindi, occorrerà controllare che essa non venga rigettata dall'Inps.  

Buongiorno, dal mio cassetto previdenziale la domanda di ottava salvaguardia risulta accolta, alla data di accoglimento( aprile 2017 ) ero in mobilità con scadenza della stessa a novembre 2017 con non ancora 40 anni di contributi, e decorrenza della pensione in dicembre 2020. In luglio dello stesso anno ho sospeso la mobilità per un contratto a tempo determinato che mi spostato la scadenza della stessa mobilità nel 2018. secondo il vostro simulatore con i nuovi dati, cioè 40 anni entro il 06/01/2018 la mia decorrenza pensionistica si anticipa a maggio 2019. Dal momento che sono ancora in attesa della lettera di conferma dell'accoglimento della istanza di ottava salvaguardia mi chiedo se come sostiene il vostro simulatore i nuovi contributi posteriori all'istanza stessa saranno presi in considerazione dal'INPS.

Con la salvaguardia pensionistica il lettore può far salve le vecchie regole di pensionamento. Tali regole consentono l'andata in pensione, tra l'altro, al raggiungimento di un'anzianità contributiva di 40 anni più una finestra mobile di 15 mesi. Pertanto se raggiunge i 40 anni di contributi nel gennaio 2018 per effetto del conteggio dei contributi maturati durante il contratto a tempo determinato il lettore riceverà il primo rateo dal 1° maggio 2019.  

seguifb

Zedde

vorrei sapere in base alla mia situazione se nel 2018 devo chiedere Ape volontaria o posso fare domanda come disoccupata o categoria esodati. Contributi anni 24 e 6 mesi, disoccupata dal 1998 per cessazione attività del titolare, ho compiuto 62 anni il 13/11/2017. In attesa ringrazio. Kamsin La lettrice potrà esclusivamente fare domanda per l'ape volontaria, cioè chiedere un prestito in attesa della pensione da restituire con un prelievo ventennale sull'assegno pensionistico, una volta conseguito. Non ha infatti i requisiti per l'ape sociale che nel profilo dedicato ai cd. disoccupati a seguito di licenziamento richiede la presenza un maturato contributivo minimo di 30 anni che evidentemente non possiede. Non è possibile neanche fare domanda di ottava salvaguardia pensionistica posto che per essa era necessario produrre domanda entro il 2 marzo 2017. 

ho fatto domanda di ape social tramite patronato avendone diritto, l'inps mi ha comunicato che è ancora in lavorazione,io naturalmente sono ancora occupato.vorrei chiedere,siccome a fine marzo acquisisco il diritto anche a quota 41, mi conviene aspettare tale data?facendo a marzo anche la domanda quota 41,quanto dovrò aspettare x avere la pensione?  I tempi di accertamento e liquidazione delle istanze presentate dipendono dall'Inps dunque è impossibile predire quando saranno definite. Per quanto riguarda l'Ape sociale l'Inps ha comunicato che diverse domande sono state liquidate al 22 Dicembre mentre altre lo saranno entro il 20 gennaio 2018. Nella scelta di quale strumento chiedere va ricordato che il beneficio per i lavoratori precoci è migliore dell'Ape sociale in quanto consiste in una vera e propria pensione a differenza dell'Ape sociale che risulta essere una indennità assistenziale peraltro limitata dalla presenza di un tetto massimo all'importo erogabile pari a 1.500 euro lordi. Se il lettore avesse maturato un assegno superiore a tale cifra avrebbe quindi convenienza a chiedere la pensione anticipata per i lavoratori precoci piuttosto che l'ape sociale. Teoricamente il lettore potrebbe anche produrre istanza per il beneficio precoci a marzo. Resta inteso che l'Ape sociale se già riconosciuto decadrà dal momento in cui sarà liquidata la pensione anticipata. 

Vorrei sapere, gentilmente, l'importo netto dell'APE SOCIALE su un assegno di €. 1.500,00, decurtato dell'imposta di legge. Il bonus Renzi di 80 Euro deve essere sommato al valore lordo di €. 1.500,00? L'ape sociale essendo tassata come reddito da lavoro dipendente beneficia anche del credito degli 80 euro riconosciuto dal Governo Renzi nel 2014. Pertanto il netto associato ad un reddito di 1.500 euro supererà di poco la soglia di 1.300 euro al mese. 

Seguifb 

Zedde

nel limite di 6.300 soggetti, ai lavoratori collocati in mobili o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4, 11 e 24 della legge n. 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, o ai sensi dellarticolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 229, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, o nel caso di lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dallattivazione delle vigenti procedure concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa, lamministrazione straordinaria o l’amministrazione straordinaria speciale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dallattività lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che perfezionano, entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobili o del trattamento speciale edile, ovvero, se cessati entro il 31 dicembre 2012, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro dodici mesi dalla fine dello stesso periodo, i requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Salve vorrei sapere se la data del 19 dicembre per il pagamento dell'ape sociale interesserà anche noi lavoratori precoci.

Direttore ,vorrei, se possibile avere una informazione.Sono nata il 04/05/1958, dipendente bancaria dal 07/02/1983 .Al 04/05/2018 avro' 60 anni e contributi versati 35 anni +ho lavorato un mese nella scuola ,e uno e piu'mesi nel settore ospedaliero.Le chiedo gentilmente se ho qualche possibilita' di accedere alla pensione prima? Anche con una eventuale opzione donna ,che ho sentito dire vorrebbero prorogarla dal 31/12/2015 al 31/12/2018?Attendo eventualmente sue info in merito e la ringrazio anticipatamente .Buona giornata. Secondo le regole attuali la lettrice andrebbe in pensione al perfezionamento del primo dei seguenti requisiti: 66 anni e 7 mesi di età o 41 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica. Requisiti da adeguare peraltro alla speranza di vita (+ 5 mesi dal 2019 + 3 mesi dal 2021 e così via). Non può accedere all'opzione donna in quanto per farlo la lettrice avrebbe dovuto perfezionare 57 anni di età e 35 di contributi al 31.12.2015. E' vero che in Parlamento c'è una proposta per prorogare il canale opzione donna al 2018 ma di tale eventualità se ne dovrà riparlare nelle prossime settimane all'esito della conclusione dei lavori parlamentari sulla legge di bilancio. 

L'unico modo per anticipare l'uscita è quello dell'anticipo pensionistico, il prestito pensionistico erogato dal settore bancario con una penalità ventennale sull'assegno pensionistico. Ma per chiederlo la lettrice dovrebbe attendere almeno i 63 anni e sperare che lo strumento venga prorogato oltre il 2019. Qui è possibile comunque controllare la prima data utile di pensionamento.

seguifb

Zedde

A Giugno di quest’anno ho presentato, come tanti, la mia domanda e a Settembre scorso mi è arrivata la risposta dell’Inps che mi ha negato il diritto con la seguente motivazione: “Non si trova nella seguente condizione: disoccupato a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed abbia concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione spettante, in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.  Ho presentato allo sportello della mia sede Inps richiesta di riesame ma è stata vana. Preciso che l’ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato si riferisce ad un contratto di 3 mesi che ho svolto dal 1/2/2012 al 30/4/2012 e per il quale ho sospeso il sussidio di disoccupazione che stavo percependo e che ho poi continuato a ricevere alla fine del contratto a Maggio 2012. Dopo tale data non ho più lavorato.

L’Inps ha precisato, con il messaggio n.4195 del 25/10/217, che le domande di certificazione presentate dai soggetti in ragione dello “stato di disoccupazione” (ai sensi della lett. a dell’art. 2 del d.P.C.M n. 88/2017 e dell’art. 3 del d.P.C.M. n. 87/2017), in presenza di tutti gli altri requisiti di legge, dovranno essere accolte anche se nel periodo successivo alla conclusione della prestazione di disoccupazione siano riscontrate prestazioni di lavoro occasionali (voucher) o periodi di contribuzione correlati a rapporti di lavoro subordinato che singolarmente considerati non superino i 6 mesi. L’Istituto ha poi chiarito che attuerà il nuovo indirizzo procedendo al riesame d’ufficio delle domande di certificazione presentate dai soggetti in stato di disoccupazione ai sensi della citata lettera a), con particolare riferimento a quelle domande che sono state rigettate per rioccupazioni di durata inferiore ai 6 mesi nel periodo successivo alla fruizione completa della prestazione di disoccupazione. Il nuovo esito sarà comunicato ai soggetti interessati secondo le consuete modalità. Considerata la data del messaggio (25/10/2017), presumo che la risposta che mi è arrivata il 19/10/2017 non abbia nessun riscontro con quanto chiarito nel predetto messaggio n.4195/2017 e pertanto gradire sapere come stanno le cose. Kamsin Premesso che la normativa è molto confusa e si appresta ad interpretazioni difformi da come sono esposti i fatti ritengo (o almeno l'Inps deve aver accertato) che il lettore abbia fatto domanda in qualità di soggetto (disoccupato) che ha ottenuto il sussidio di disoccupazione Naspi a seguito della scadenza di un contratto a termine. Tale sussidio poi è stato sospeso per una successiva rioccupazione (sempre a termine) per riprendere dal maggio 2012 sino alla sua scadenza naturale. Se così stanno le cose la normativa attuale (dal 2018 ci sarà una modifica con la legge di bilancio) non consente l'accoglimento della domanda di Ape sociale in quanto la disoccupazione non è conseguenza di un licenziamento. Le modifiche intervenute con il messaggio Inps 4195 del 22 Ottobre 2017 non paiono poter mutare il quadro menzionato perchè esse si riferiscono alle rioccupazioni intervenute dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale un periodo nel quale lettore non ha mai ripreso l'occupazione. In ogni caso il riesame di tali istanze avverrà d'ufficio da parte dell'Inps. Dal 2018 tuttavia il quadro dovrebbe cambiare in quanto verranno ammessi all'Ape sociale anche i lavoratori la cui disoccupazione sia conseguenza di un contratto a termine e dunque dovrà essere riesaminato nuovamente sulla base delle novità introdotte dal legislatore.

Buongiorno, ho iniziato a lavorare a 17 anni nel 1979 e fortunatamente da allora non ho mai smesso. L'azienda dove lavoro attualmente sta applicando una politica di incentivi all'esodo offrendo fino a 5 anni di stipendio. Dai conti che ho potuto fare con i vostri strumenti dovrei maturare la pensione anticipata da agosto 2023 quindi fra poco più di 5 anni e mezzo. Durante questo periodo dovrei pagarmi i contributi volontari che ammontano a circa il 33% della retribuzione lorda annua. Se facessi domanda a INPS per versare i contributi volontari, è matematicamente sicuro che mi diano la possibilità di pagarli? Visto che prima dei 19 anni avevo contributi superiori a 12 mesi, nel caso di risoluzione consensuale, potrei comunque usufruire della quota 41 riservata ai lavoratori precoci (41 anni e 8 mesi nel 2021)?

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro comporta l'impossibilità di accedere al pensionamento con 41 anni di contributi e all'Ape sociale nel profilo dedicato ai lavoratori disoccupati. Tale agevolazione è infatti riconosciuta esclusivamente ai disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604. Una risoluzione consensuale come quella che intende raggiungere il lettore con il datore di lavoro impedirebbe il verificarsi di tale condizione e, quindi, l'accesso a tali benefici. Quanto alla prosecuzione volontaria dell'assicurazione IVS non si ravvisano particolari ostacoli.

Sono un disoccupato di 63 anni attualmente in mobilità. Essendo rientrato nella 7° salvaguardia, ho maturato i requisiti per la pensione a fine ottobre 2017 e, considerando la finestra mobile di 18 mesi, percepirò la pensione dal 1/05/2019 (anzichè dal 1/09/2021 secondo la legge Fornero). Finendo però la mobilità il 31/12/2017, rimarrò senza reddito per ben un anno e mezzo. Posso nel 2018, passati tre mesi dalla fine mobilità ed avendo sulla carta tutti gli altri requisiti di età e contributi, accedere alla APE SOCIAL almeno fino alla data in cui grazie alla salvaguardia inizierò a percepire la pensione? Grazie

Teoricamente è possibile se il lettore rispettasse (anche) tutti i requisiti richiesti in materia di APE sociale nel profilo di disoccupazione. Non si ravvisa per ora nessuna disposizione di legge o amministrativa che precluda questa possibilità. Resta inteso che una volta fatta domanda di pensione in regime di salvaguardia l'Ape sociale verrebbe revocata ed il lettore percepirebbe la pensione in salvaguardia. La praticabilità di tale via dovrà essere tuttavia verificata presso l'Inps.

Salve, il sottoscritto ex dipendente Poste, nel 2014 volontariamente ha rescisso il contratto con l'azienda in modo consensuale aderendo al progetto padre/figlio. Al momento con 64 anni di eta' e 37 di contributi, non svolgendo nessuna attivita' lavorativa, ho la possibilita' di richiedere l' ape volontaria?

Sì il lettore può chiedere l'Ape volontaria anche se occorre attendere che vengano rese note le convenzioni con il settore bancario ed assicurativo e parta nel concreto l'operazione. Probabilmente se ne parlerà nel 2018.

seguifb

Zedde 

 

© 2021 Digit Italia Srl - Partita IVA/C.f. 12640411000. All Rights Reserved.