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- Roma, 24 lug. - E' ripreso nell'aula del Senato l'esame delle riforme costituzionali. Respinto il primo emendamento messo in votazione, i senatori delle opposizioni - M5S in primis - continuano a fare ostruzionismo utilizzando ogni appiglio offerto dal regolamento. Oltre alle dichiarazioni di voto su ogni emendamento (10 minuti a testa), molti 5 stelle intervengono in dissenso o per chiedere chiarimenti sulla richiesta della votazione elettronica o su altro. Il capogruppo del Pd Luigi Zanda e' intervenuto in aula al Senato per chiedere la convocazione di una nuova conferenza dei capigruppo "per ripetere l'appello ai gruppi perche' prendano atto della situazione che si sta creando e insieme si possa riflettere su quali strategie siano possibili per rendere il dibattito costruttivo ma anche conclusivo". Subito dopo questa richiesta, il presidente del Senato Pietro Grasso ha convocato immediatamente la conferenza dei capigruppo sospendendo provvisoriamente la seduta. "Iniziamo dal Senato elettivo e dall'immunita. Diano un segnale di apertura e di dibattito su questi temi e l'ostruzionismo si puo' fermare". In un'intervista al quotidiano 'Avvenire' l'esponente del Movimento 5 Stelle Luigi DiA Maio, vice-presidente della Camera, sostiene l'apertura al dialogo e le sue condizioni."Il presidente del Consiglio - afferma Di Maio - dice che le riforme non si sbattono in faccia all'opposizione. Bene, e' ora di dimostrarlo. La fine dell'ostruzionismo e' nelle sue mani". Quindi prosegue: "Noi con il Pd stiamo usando un metodo trasparente, senza veti e tabu. Facciamo una proposta, leggiamo la controproposta e poi, se possibile, cerchiamo una sintesi. Se la troviamo, la sottoponiamo online ai nostri iscritti. Il punto e' che quando c'e' da mettersi a trovare un vero punto di contatto, loro rinviano". Per Di Maio c'e' inoltre un'altra priorita', oltre a immunita' e Senato elettivo: "La riduzione del numero dei deputati e dei loro stipendi. E per l'Italicum sbarramento ai pregiudicati, doppio turno di lista per evitare nuovi Mastella che condizionino i governi, il no alle pluricandidature". "Battano un colpo. Sui temi che ci stanno a cuore non diciamo 'prendere o lasciare'. Si trova il punto di contatto, poi decide la rete", continua Di Maio, il quale, in caso di un niente di fatto sulle riforme, afferma che il M5S e' pronto al voto: "Ma prima - conclude - sarebbe auspicabile cambiare la legge elettorale. Noi siamo disponibili, con il Pd possiamo chiudere in pochi giorni". Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, rispondendo ai giornalisti a Palazzo Madama poco prima che iniziasse la nuova conferenza dei capigruppo: Sulle riforme costituzionali potrebbe esserci una mediazione che porti ad un rinvio a settembre? Il ministro lo esclude: "No, noi andiamo avanti - ha risposto ai cronisti a Palazzo Madama prima della nuova convocazione della conferenza dei capigruppo - non e' serio fare ostruzionismo in questo modo, ne va della dignita' anche di questa istituzione. Ora vediamo...". Anche se ribadisce che "il governo e' disponibile ad approfondire alcune questioni purche' non stravolgano l'impianto del testo" ribadendo che ad esempio "il Senato elettivo non si tocca perche' e' la base di tutta la riforma". "Non abbiamo mai detto che il ddl era intoccabile - ha proseguito - ma il testo uscito dalla commissione, dopo ben tre mesi di lavoro e di confronto, e' equilibrato. Oggi il deputato 5 stelle Luigi Di Maio ha chiesto, in un'intervista, di fare due modifiche - proprio su Senato elettivo e su immunita' - per smettere di fare ostruzionismo, ma la Boschi replica: "Di Maio? Non l'abbiamo sentito...". .

Negli emendamenti al decreto legge sulla Pubblica amministrazione, presentati dal governo nella commissione Affari costituzionali della Camera, arriva il piccolo sconto in favore delle Camere di Commercio: nel 2015 il taglio dei contributi versati dalle imprese scende dal 50 al 40%, ma dall’anno successivo ritorna al 50%. Kamsin In ogni caso gli enti camerali scenderanno da 105 a 60, con tredici sezioni regionali che hanno già deliberato gli accorpamenti e le altre che dovrebbero seguire a ruota. Ieri i dipendenti delle Camere di commercio hanno protestato in piazza a Roma ma il governo sembra intenzionato a tirare dritto.

Il governo è pronto poi a dare parere favorevole all'emendamento sul pensionamento dei professori "i cd. quota 96 della scuola", i 4 mila docenti rimasti incastrati per errore nella riforma Fornero. Novità sono in arrivo anche per la mobilità obbligatoria fino a cinquanta chilometri, che vedrà esentate le mamme con figli fino a tre anni e i lavoratori che hanno a carico portatori di handicap. Via libera anche ad un emendamento che permette il demansionamento degli statali, ma per un solo livello. Ieri sono stati approvati anche emendamenti che allargano anche alla Banca d'Italia e all'Ivass le nonne sulle incompatibilità che vietano di passare da un'Authority all'altra dopo la cessazione dell'incarico e di lavorare con aziende sottoposte a controllo. Verso un ammorbidimento anche sul taglio dei compensi agli avvocati di Stato.

La discussione dell'Aula sul provvedimento è tuttavia slittata al 28 luglio secondo quanto annunciato dal Vicepresidente dell'Assemblea Luigi Di Maio. 

Zedde

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che proroga le missioni militari all’estero. Un provvedimento al quale, nel corso della conversione in Parlamento, dovrebbe essere agganciato il rifinanziamento da 4500 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga. Via libera anche all’uso dei fondi dell’8 per mille per la messa in sicurezza e la ristrutturazione delle scuole, con il piano già avviato a suo tempo. Nel corso della seduta sono stati esaminati anche tre decreti ministeriali sui fabbisogni standard degli enti locali, meccanismo che cerca di frenare la spesa pubblica perché fissa il costo considerato corretto per ogni servizio senza più rincorrere la spesa storica che di fatto premia chi paga di più. I tre decreti riguardano sia le funzioni generali di amministrazioni sia settori specifici, come l’istruzione, la viabilità e i trasporti. Ma il percorso, iniziato ormai più di quattro anni fa, è ancora lungo perché i decreti fissano solo le note metodologiche per l’adozione dei fabbisogni standard. E perché la questione si intreccia con la divisione dei poteri fra Stato centrale ed enti locali, con quella revisione del Titolo V della Costituzione sulla quale non è ancora chiaro quale sarà la direzione presa dal governo. Rinviato, invece, l’esame del decreto sulle accise per i tabacchi, che salva dai divieti di pubblicità e di fumo nei locali pubblici la nuova sigaretta elettronica a base di tabacco.
- Roma, 24 lug. - Meriam Yehya Ibrahim, la donna sudanese condannata a morte per apostasia in Sudan e poi assolta, e' arrivata a Ciampino con un volo della presidenza del Consiglio. Ad accoglierla il premier, Matteo Renzi, e il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. La sudanese cristiana Meriam, che era stata condannata a morte per apostasia ed era stata quindi scarcerata dalle autorita' di Khartoum, e' arrivata su un volo di Stato accompagnata dal sottosegretario agli Esteri Lapo Pistelli che ha pubblicato la foto sul proprio profilo Facebook: "Con Meriam, Maya, Martin e Daniel, fra pochi minuti a Roma. Missione compiuta". .

L’articolo 3 del decreto legge sulla riforma della pubblica amministrazione contiene nuove disposizioni in materia di limitazioni al turn over nelle P.A. Kamsin L'obiettivo del governo è quello di allentare i vincoli imposti dalla precedente disciplina rimodulando le limitazioni al turn over per determinate amministrazioni dello Stato (enti di ricerca ed enti territoriali) per il quinquiennio 2014-2018. Oggi, com'è noto, gli enti pubblici possono infatti assumere soltanto una quota limitata di nuovi dipendenti (il 20%) in rapporto ai lavoratori anziani che ogni anno si mettono in pensione.

Vediamo in dettaglio cosa cambia.

Per quanto riguarda le amministrazioni dello Stato il decreto conferma i limiti attuali basati sui risparmi di spesa legati alle cessazioni dell’anno precedente: dal 2015, il tasso di turnover salirà al 40%, nel 2016 arriverà al 60% e nel 2017 all’80%. Dal 2018 in poi, invece, si arriverà al 100% e gli anziani pensionati verranno pienamente sostituiti da giovani neoassunti. Viene tuttavia specificato  che la base di calcolo è costituita dal solo personale “di ruolo”, inoltre, il concomitante vincolo relativo alla percentuale di unità cessate nell’anno precedente (c.d. limite capitario) viene eliminato.

In altri termini il governo elimina (dal 2014) il vincolo alle assunzioni relativo alle percentuali di unità lavorative cessate nell’anno precedente, mantenendo il solo criterio basato sui risparmi di spesa legati alla cessazioni di personale (peraltro con riferimento al solo personale di ruolo) avvenute nell’anno precedente.

La nuova disciplina non si applica ai Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto Scuola, per i quali viene espressamente fatta salva la (vigente) normativa di settore.

Una analoga rimodulazione delle limitazioni al turn over interessa gli enti di ricerca sempre per il quinquiennio 2014-2018. Nello specifico il dl 90/2014 concede la facoltà, per gli enti di ricerca, la cui spesa per il  personale di ruolo del singolo ente non superi l'80% delle proprie entrate correnti complessive (come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno precedente), di procedere, per il biennio 2014-2015, ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Tale spesa viene aumentata al 60% nel 2016, all'80% nel 2017 e al 100% a decorrere dal 2018. 
                                                      
Limiti rivisti anche per gli enti territoriali per i quali viene previsto un graduale aumento delle percentuali di turn over, con conseguente incremento delle facoltà di assunzione (60% nel biennio 2014-2015, 80% nel biennio 2016-2017, 100% nel 2018), per il quinquiennio 2014-2018.

La nuova disciplina inoltre ribadisce la non applicazione dei limiti di assunzioni al personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d’obbligo.

Zedde

- Roma, 23 lug. - Sono oltre 900 le richieste di voto segreto sottoposte alla presidenza del Senato sul ddl riforme.

Dopo una lunga riunione della Giunta per il regolamento, il presidente Pietro Grasso - che nel pomeriggio e' salito al Colle per un colloquio con Napolitano - ha annunciato in Aula che sara' ammesso lo scrutinio segreto solo per gli emendamenti che riguardano le funzioni delle Camere e le minoranze linguistiche. Detto cio', Grasso ha precisato che il voto segreto "non preclude" il ricorso al cosiddetto 'canguro', ovvero lo strumento che rende possibile "la votazione delle parti comuni degli emendamenti con conseguente effetto preclusivo sugli emendamenti successivi in caso di reiezione".

E dopo lo stallo registrato negli ultimi giorni, finalmente l'Aula si e' apprestata a esprimersi sul primo voto. Ha ostentato ottimismo la ministra Maria Elena Boschi, che ha spiegato di non essere preoccupata per l'allungarsi dei tempi, anche se "speriamo che smettano di fare ostruzionismo per il bene del Paese".

Serenita' che contrasta con le manifestazioni di insofferenza che contemporaneamente si sono alzati dai banchi del Pd nei confronti di Grasso e della sua decisione di ammettere in larga parte il voto segreto.

Ostruzionismo al Senato

Anche il premier Matteo Renzi prima ha ironizzato sulla lentezza dei lavori a palazzo Madama ("Quest'estate lavoreranno in tanti, dai senatori in poi..."), poi ha affermato deciso: "Non c'e' ostacolo che possa fermarci. Possono rallentarci, ma non fermarci. Alla fine di questo percorso l'Italia sara' nelle condizioni di tornare a correre". E ha garantito: "Qui non molla nessuno. Quando hai la forza di milioni di italiani che dicono 'anche se non mi sei simpatico ti voto', quando sei a questo livello, non ci sara' nessun ostacolo in grado di fermarci". Insomma, Renzi non prevede grossi ostacoli sul cammino delle riforme: "Potranno rallentare" l'iter, "potranno fare in modo che si stia ad agosto a lavorare, e non e' un male, potranno rallentare di qualche tempo. Ma non ci fermeranno", ribadisce il premier che derubrica a "scherzetti" le possibilita' che con il voto segreto i detrattori del ddl riforme possano ottenere qualche risultato: i 'frenatori' delle riforme costituzionali potranno "fare qualche scherzetto sul voto segreto al Senato, ma andremo alla Camera e lo cambieremo".

I 'frenatori' sono preoccupati perche' "stiamo riuscendo davvero a fare le riforme". Cosi' Matteo Renzi ai suoi collaboratori, "uno spot migliore non ce lo potevano fare" continua a parlare il presidente del Consiglio riferendosi sempre all'ostruzionismo al ddl Boschi. Per quanto riguarda le 'concessioni' e i 'compromessi' ventilati da qualcuno, il premier ai suoi ricorda che il quadro delle riforme deve essere 'unitario' e 'condiviso'.

Intanto, i deu relatori, Finocchiaro e Calderoli, tentano una mediazione su alcuni ritocchi, tra cui i referendum e l'elezione del Capo dello Stato.

Ma la spinta piu' forte verso lo sblocco della situazione viene alla fine dal Quirinale. Napolitano riceve Vendola e i vertici di Sel, poi lo stesso Grasso. Alla fine della giornata una nota ufficiosa spiega: Napolitano ha "grave danno che recherebbe al prestigio e alla credibilita' dell'istituzione parlamentare il prodursi di una paralisi decisionale su un processo di riforma essenziale".

Napolitano, non possiamo permetterci la paralisi

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