Niente più sospensioni tra i cicli di erogazione dell’Assegno di Inclusione (Adi). Dal 1° gennaio 2026 con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), le famiglie beneficiarie potranno rinnovare l’assegno dopo i primi 18 mesi di fruizione senza soluzione di continuità anche se la prima mensilità di rinnovo sarà dimezzata. Lo rende noto l’Inps nel messaggio n.640/2026 in cui spiega la novella introdotta dall’articolo 1, co. 160 della legge n. 199/2025.
Stop alle sospensioni
La novità più rilevante riguarda l'eliminazione del mese di "fermo" obbligatorio. Fino ad oggi, allo scadere dei primi 18 mesi di fruizione, i nuclei familiari dovevano attendere un mese di sospensione prima di poter accedere al rinnovo.
Dal 1° gennaio 2026, la pausa viene eliminata: il beneficio potrà essere erogato per un periodo continuativo di 18 mesi e poi rinnovato per ulteriori 12 mesi, e così via, senza interruzioni forzate nel calendario dei pagamenti. I beneficiari potranno presentare la domanda di rinnovo già dal mese successivo a quello dell'ultima ricarica.
Prima rata al 50%
Se da un lato la continuità è garantita, dall'altro la norma introduce un meccanismo di ricalcolo per il primo mese del nuovo periodo. Il novellato articolo 3 del Decreto Lavoro stabilisce infatti che l’importo della prima mensilità di rinnovo sarà pari al 50% del beneficio spettante. L’importo tornerà pieno (100%) a partire dalla seconda mensilità del ciclo di rinnovo.
Un esempio pratico:
Se un nucleo riceve la 18ª mensilità a gennaio 2026 e presenta domanda di rinnovo a febbraio, il nuovo ciclo partirà da marzo. In questo caso, il pagamento di marzo (erogato solitamente a metà aprile) sarà pari alla metà della quota mensile, mentre il pagamento di aprile (erogato a fine mese) tornerà a essere corrisposto per l'intero valore.
Contributo straordinario per chi ha terminato a novembre 2025
La nuova disciplina riguarda le famiglie la cui ultima mensilità di Adi scade nel dicembre 2025 e che presentano domanda di rinnovo nel gennaio 2026. Se l’assegno è scaduto nel mese di novembre 2025 la legge di bilancio 2026 estende la disciplina del contributo straordinario (già previsto dal D.L. n. 92/2025). A queste famiglie spetta un "bonus" una tantum pari all'importo della prima mensilità di rinnovo, con un tetto massimo fissato a 500 euro.
Più risorse per l'assegno, meno per gli incentivi
Il restyling dell'ADI passa anche per una profonda revisione dei conti. Per garantire la copertura della continuità dei pagamenti, il legislatore ha previsto un robusto incremento del fondo destinato all’erogazione del beneficio:
- +160 milioni di euro per il 2026;
- Incrementi progressivi negli anni successivi, fino a superare i 181 milioni annui a regime dal 2033.
Contestualmente, il monitoraggio della spesa ha portato a una riduzione dei fondi destinati agli incentivi (pari a 54 milioni nel 2026 e 90 milioni annui dal 2027), segno di una redistribuzione delle risorse verso l'erogazione diretta alle famiglie.
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