Semplificata ulteriormente la procedura per la presentazione delle domande di assegno sociale. Da oggi, infatti, sarà più facile comunicare gli estremi dell’atto di separazione o di divorzio e la verifica del requisito del soggiorno legale e continuativo per almeno dieci anni in Italia. Lo rende noto, tra l’altro, l’Inps nel messaggio n. 1997/2026 in cui spiega che è stata implementata anche una nuova sezione per l’acquisizione delle informazioni relative ai titoli di soggiorno dei cittadini extracomunitari.
Domande Precompilate
Dal 2023, come noto, nell’ottica di agevolare l’accesso alle prestazioni l’Inps ha reso disponibile le domande di assegno sociale in modalità precompilata. In caso di presentazione di una nuova domanda l’Inps reperisce dalle proprie banche dati quasi tutte le informazioni necessarie per la liquidazione della prestazione tra cui la cittadinanza, lo stato civile, la residenza e i trattamenti previdenziali e/o assistenziali erogati dall’Inps (che possono incidere sulla determinazione della misura della prestazione) a fronte del solo inserimento del codice fiscale del richiedente. Tali dati potranno essere accettati o modificati dall’interessato, fatta eccezione per i trattamenti erogati dall’INPS, per i quali sarà inserito automaticamente il valore risultante dalle banche dati dell’Istituto. Resta invece escluso dalla nuova procedura precompilata l'assegno sociale sostitutivo (categoria 044) dell’invalidità civile.
Semplificazione
Il meccanismo, spiega l’Inps, è stato ulteriormente evoluto nell’ambito delle attività finanziate con le risorse del PNRR. In particolare sono stati inseriti dei tooltip: messaggi esplicativi contestuali che chiariscono i requisiti richiesti e i documenti necessari prima di commettere errori. Nelle situazioni di fine matrimonio, inoltre, è stata rimossa ogni limitazione tecnica al numero di sentenze inseribili e l'utente può allegare direttamente i provvedimenti, con indicazioni chiare su come dichiarare gli assegni di mantenimento.
Tra le novità più rilevanti spicca l'irrigidimento informatico sui criteri di accesso legati alla residenza. Per l'assegno sociale è richiesto il soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno dieci anni: da oggi, la procedura integra controlli bloccanti che impediscono l'inoltro della domanda se la data di inizio soggiorno inserita non rispetta il vincolo normativo. All'interno della piattaforma sono stati inseriti strumenti ad hoc per consentire all'utente di dichiarare e documentare eventuali periodi di assenza temporanea dal territorio nazionale.
Novità importanti anche per i cittadini extracomunitari. Grazie all'interconnessione diretta con l'archivio PE.SO. di ArcaNet, se il richiedente possiede un permesso di soggiorno di lungo periodo in corso di validità, il sistema recupera automaticamente i dati e compila i campi d'interesse, sollevando il cittadino dall'onere di dover reperire e allegare faticose scansioni cartacee.
Infine, prima dell'invio definitivo, l'utente dovrà validare alcune dichiarazioni obbligatorie. Si tratta di una presa d'atto formale non solo sulla veridicità delle informazioni fornite, ma anche sull'obbligo tassativo di comunicare tempestivamente all'Inps qualsiasi variazione futura: modifiche al reddito, lunghi periodi di allontanamento dall'Italia o ricoveri prolungati presso strutture sanitarie pubbliche, fattori che per legge possono far decadere o sospendere il beneficio.












