Naspi e RdC tornano cumulabili con i contratti a termine nel settore agricolo

Valerio Damiani Martedì, 23 Novembre 2021
Prorogata anche nel 2021 la possibilità per i percettori di Naspi, Dis-Coll e RdC di accettare contratti a termine entro un massimo di 2mila euro annui. I chiarimenti in un documento dell'INPS.

Rinnovata la facoltà per i percettori delle prestazioni NASpI e DIS-COLL di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, nel limite di 2.000 euro per il 2021, senza subire la sospensione/decadenza dal diritto alla prestazione o l’abbattimento della stessa.

Lo rende noto l'INPS nel messaggio n. 4079/2021 in cui spiega che la facoltà prevista originariamente dall'articolo 94 del dl n. 34/2020 convertito con legge n. 77/2020 (cd. decreto rilancio) è stata riproposta dall'articolo 68, co. 15-septies del dl n. 73/2021 convertito con legge n. 106/2021 (cd. decreto sostegni bis) fino al 31 dicembre 2021 e, ove lo stato di emergenza fosse successivo a tale data, fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19.

Niente abbattimenti

Al tal fine il documento spiega che i 30 giorni si computano prendendo in considerazione le giornate di effettivo lavoro (che l'interessato dovrà comunicare all'Inps tramite il consueto modello NASpI-Com) e non la durata in sé del contratto di lavoro. Se si supera il limite di 30 giorni, rinnovabile di ulteriori 30 giorni, e/o il limite di reddito pari a 2.000 euro per l’anno 2021, le prestazioni di disoccupazione Naspi e Dis-Coll saranno nuovamente soggette agli abbattimenti e/o alla decadenza stabiliti dalla normativa ordinaria.

In tale conteggio, tuttavia, non si terrà conto della cifra e delle giornate cumulabili ai sensi dell'articolo 94 del DL 34/2020, quindi si terrà in considerazione esclusivamente la parte di reddito eccedente la somma di 2.000 euro e per i periodi eccedenti l’arco temporale massimo di durata dei contratti (30 giorni, rinnovabili di ulteriori 30) stipulati con datori di lavoro del settore agricolo. 

La contribuzione versata per lo svolgimento delle prestazioni lavorative presso datori di lavoro del settore agricolo sarà considerata utile ai fini di eventuali successive prestazioni di disoccupazione. La contribuzione versata durante il periodo di mantenimento della NASpI è utile tanto ai fini dei requisiti per l’accesso che ai fini della determinazione della durata di una nuova prestazione di disoccupazione.

RdC

L'Inps non lo spiega ma la misura riguarda anche i titolari di reddito di cittadinanza. In tal caso, peraltro, il titolare viene dispensato pure dall’obbligo di comunicare all’INPS la variazione della condizione occupazionale a seguito dell'avvio di un'attività di lavoro dipendente previsto dall’art. 3, c. 8, del D.L. 4/2019.

Per l'RdC, come noto, la percezione di un reddito di lavoro dipendente da parte di uno o più componenti il nucleo familiare comporta che il maggior reddito da lavoro concorra alla determinazione del beneficio economico nella misura dell'80 per cento, a decorrere dal mese successivo a quello della variazione e fino a quando il maggior reddito non è ordinariamente recepito nell'ISEE per l'intera annualità.

Documenti: Messaggio Inps n. 4079/2021

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