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Quota 100, Di Maio assicura: pronto un decreto legge a fine anno

Il Ministro del Lavoro prova a spazzare via le polemiche su un ulteriore slittamento della quota 100 e del reddito di cittadinanza. Obiettivo un decreto legge tra Natale e Capodanno appena dopo l'approvazione della Legge Di Bilancio.

Da ministro del Lavoro la norma su 'quota 100' e reddito di cittadinanza ce l'ho già pronta: sarà in un decreto legge subito dopo la legge di bilancio. Non c'è slittamento, collegato, calende greche...". Lo dice Luigi Di Maio a margine del question time alla Camera. "Appena diventa operativo, con il voto del Parlamento sulla manovra, il fondo da 16 miliardi, chiederò a Conte di convocare il Cdm e fare il dl con le misure. Non ci si appigli alla lettera di Tria: nessuno slittamento, il 'reddito' sarà legge alla fine del 2018". Guardando le simulazioni che stiamo facendo al ministero penso che marzo sarà il mese in cui partirà il reddito di cittadinanza e un mese prima partirà 'quota 100'. Comunque nei primi tre mesi partono entrambe le misure".

Il Ministro del Lavoro prova così a rassicurare circa la volontà di procedere in tempi rapidi alla revisione della Legge Fornero ed il lancio del reddito di cittadinanza dal prossimo anno dopo l'aggiornamento ieri del Documento programmatico di bilancio (Dpb) in cui Palazzo Chigi ha indicato che sia il reddito di cittadinanza che i pensionamenti anticipati con "Quota 100" saranno misure non "a efficacia immediata" ma "da definire con legge collegata".

Al Ministro del Lavoro era stata, quindi, espressa la preoccupazione di un ulteriore slittamento nell'approvazione delle due misure dato che l'iter parlamentare di un disegno di legge risulterebbe molto più lungo di un decreto legge. E se questo iniziasse a Gennaio, dopo l'approvazione della Legge di Bilancio, l'iter potrebbe concludersi dopo diversi mesi (sempre che non ci saranno intoppi parlamentari).Per ovviare ad un ritardo ulteriore l'unica strada possibile è quella della decretazione d'urgenza tra Natale e Capodanno appena dopo l'approvazione della Legge di Bilancio in quella finestra temporale in cui si presenta il decreto milleproroghe (a condizione che il Quirinale non si opponga ad un decreto legge).

Rassicurazioni a parte sicuramente la fuoriuscita delle due misure dalla Legge di Bilancio non è stata una scelta felice per l'esecutivo, segno che ci sono ancora alcuni punti e coperture da far quadrare, anche a seguito dell'inasprimento dei rapporti con l'Unione Europea. Del resto se le misure fossero pronte l'esecutivo potrebbe presentarle sotto forma di emendamenti alla Legge di Bilancio da qui alla fine dell'anno.

Il pacchetto di modifiche

Come noto sulle pensioni il Governo ha dichiarato un pacchetto di interventi piuttosto significativo con il varo della quota 100 per chi ha raggiunto i 62 anni e 38 di contributi; l'incremento delle pensioni minime a 780 euro al mese (da chiarire però la modalità di realizzazione); l'avvio del reddito di cittadinanza. Il pacchetto di modifiche alla Legge Fornero prevede anche la proroga dell'opzione donna, cioè la possibilità per le lavoratrici dipendenti ed autonome di uscire anticipatamente accettando il ricalcolo contributivo dell'assegno, con una ulteriore proroga dell'Ape sociale per le categorie più disagiate (l'Ape sociale scade a legislazione vigente il 31 dicembre 2018).  Per recuperare risorse l'esecutivo punta anche al taglio alle pensioni d'oro (superiori a 4.500 euro netti mensili) tramite il ripristino del contributo di solidarietà e la cancellazione dei privilegi sulle pensioni dei sindacalisti. Il pacchetto di modifiche potrebbe contenere anche una nona salvaguardia pensionistica e il blocco del prossimo scatto della speranza di vita per le pensioni anticipate con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne; 41 anni i lavoratori precoci) dopo l'apertura del Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, dei giorni scorsi. Il Governo potrebbe anche rimettere in discussione l'indicizzazione delle pensioni medio-alte che dal prossimo anno tornerebbero ad essere rivalutate con il meccanismo più favorevole di cui alla legge 388/2000. Come si intuisce si tratta di modifiche che vanno ad incidere in un lasso temporale in cui sono previsti alcuni cambiamenti a legislazione vigente. Che dunque aumentano l'incertezza per i lavoratori.

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