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Reddito di Cittadinanza, Sì al cumulo con la pensione di invalidità civile

La nuova misura che partirà ad Aprile potrà fornire un'integrazione del reddito sino al raggiungimento della soglia di 780 euro al mese. Ma i vincoli sono parecchi.

L'approvazione del decreto legge 4/2019 porta con se' una serie di conseguenze per tutti coloro che già percepiscono prestazioni di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali e trattamenti assistenziali a vario titolo riconosciuti dal nostro ordinamento. Una serie frammentata di sostegni, soprattutto per gli ultra65enni, che hanno mancato nuovamente l'occasione di un riordino e di una razionalizzazione attesa da decenni. Così anche il reddito di cittadinanza, al pari del predecessore reddito di inclusione, costringe operatori e cittadini a raccapezzarsi sulle miriadi di situazioni che possono concretamente verificarsi.

Bisogna partire intanto da una considerazione. Il reddito di cittadinanza è una integrazione al reddito disponibile da parte del beneficiario e del suo nucleo familiare. Funziona come una fisarmonica, si riduce progressivamente al crescere del reddito sino al raggiungimento della soglia prevista in corrispondenza della numerosità del nucleo familiare e aumenta al ridursi del reddito disponibile per mantenere invariata la soglia prevista, come l'assegno sociale. Per cui la cifra di 780 euro al mese che spesso si legge in realtà verrà concessa solo in poche circostanze, sarà mediamente inferiore.

Gli importi conseguibili

Nello specifico il Reddito di Cittadinanza è composto di due benefici. Una quota di integrazione al reddito che può arrivare fino ad un massimo di 6.000 euro annui, cioè 500 euro al mese, o di 630 euro al mese in caso di Pensione di Cittadinanza; l'importo però è graduato tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo tramite una scala di equivalenza (es. maggiorenni e minorenni). Cresce del 40% per ogni componente aggiuntivo nel nucleo (20% se minorenne) sino ad un massimo del 210%. Con due componenti maggiorenni l'RdC è quindi di 700 euro al mese, con tre sale a 900 euro, con quattro raggiunge il massimo di 1.050 euro mensili. A questa cifra può aggiungere una ulteriore quota solo chi vive in locazione: 280 euro al mese (3.360 euro annui ) per il reddito di cittadinanza e 150 euro mensili per la pensione di cittadinanza (1.800 euro annui). In caso di mutuo della casa di abitazione, quest'ultima quota è al massimo pari a 150 euro mensili sia per il Reddito che la Pensione di cittadinanza.

Il cumulo

Fatte queste premesse bisogna ricordare, pertanto, comportano un taglio del nuovo sussidio tutti i trattamenti assistenziali percepiti che richiedono la cosiddetta “prova dei mezzi”, ovvero il calcolo dell’Isee o la valutazione del reddito. Così, ad esempio, un nucleo con due componenti in cui è presente un titolare di pensione di invalidità civile avrebbe diritto ad un reddito di cittadinanza di 700 euro. Da questa somma va dedotta la pensione di invalidità civile il cui importo com'è noto è pari a circa 3.770 euro annui. Per cui l'importo di RdC corrisposto al nucelo sarà di 4700 euro annui (8400-3770). Se il coniuge dell'invalido percepisce altri redditi l'RdC si ridurrà ulteriormente. L'indennità di accompagnamento resterà, invece, pienamente cumulabile con il reddito di cittadinanza in quanto la prestazione non è sottoposta alla prova dei mezzi.

Per i pensionati ultra65enni il meccanismo è lo stesso ma l'effetto può essere ancora più intenso perchè l'ordinamento già prevede particolari trattamenti assistenziali nei loro confronti. Grazie alle maggiorazioni i titolari di assegno sociale sprovvisti di altri redditi possono già oggi agguantare sino a 630 euro al mese (es. incremento al milione); in questi casi dalla PdC dovrà dedursi tale somma facendo abbassare notevolmente l'importo conseguibile.

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