Riforma Pensioni, Riprende il confronto su APE e Precoci

Eleonora Accorsi Martedì, 28 Febbraio 2017
Domani Governo e Sindacati faranno il punto sulle misure contenute nella legge di Bilancio in vista dell'attuazione dei provvedimenti varati. Obiettivo: far partire l'APE e le misure per i precoci entro il 1° maggio 2017.
Fare il punto sull'anticipo pensionistico (Ape, nelle tre versioni volontaria, sociale e aziendale) e il canale di uscita con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci. E poi avviare la discussione della fase due del tagliando al sistema previdenziale, incentrata sulle tutele per i giovani che ricadono nel sistema contributivo. Con questo obiettivo governo e sindacati riprendono domani al ministero del Lavoro il confronto sul capitolo pensioni. Il tavolo di confronto dovrà fare il punto in particolare sui requisiti di accesso alle misure in questione e sulle modalità di conseguimento di tali benefici che dovranno essere tradotti puntualmente in alcuni decreti che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sta mettendo a punto. Secondo la legge 232/2016 i decreti devono essere adottati entro il 2 marzo (entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio) anche se probabilmente la data slitterà di qualche giorno e dovranno risolvere molte delle questioni aperte.

L'anticipo di mercato
L'
APE consentirà dal 1° maggio 2017 sia ai lavoratori dipendenti, anche del pubblico impiego, e ai lavoratori autonomi (restano esclusi i liberi professionisti iscritti presso le rispettive casse professionali) di chiedere un prestito erogato dall'Inps per il tramite di banche ed assicurazioni, il cui valore è rapportato alla pensione futura, sino al perfezionamento degli ordinari requisiti per la pensione di vecchiaia. La misura sarà sperimentale, durerà due anni, sino al 31 dicembre 2018. La somma dovrà essere restituita con un prelievo ventennale sulla pensione definitiva. Per accedere all'APe volontario il lavoratore dovrà possedere, oltre al requisito anagrafico di 63 anni un requisito contributivo pari almeno a 20 anni; dovrà trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio; ed avere un valore della pensione non inferiore a 702,65 euro al mese (1,4 volte il trattamento minimo Inps) al netto della rata di ammortamento del prestito conseguito. All'operazione potranno partecipare anche le imprese versando una contribuzione all'Inps in grado di far incrementare la pensione del lavoratore e, quindi, contenendo o azzerando del tutto la rata di restituzione del prestito pensionistico (qui è possibile simulare il costo dell'anticipo in questione).

L'APE Social
Per i lavoratori che rientrano in quattro specifici profili di tutela (disoccupati a seguito di licenziamento con esaurimento da oltre 3 mesi degli strumenti di sostegno al reddito; invalidi con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%; lavoratori che al momento della richiesta della prestazione, assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa mansioni particolarmente difficoltose o rischiose ricomprese in 11 professioni indicate nella legge di bilancio) la normativa introduce sempre dal 1° maggio 2017 un sussidio di accompagnamento alla pensione il cui valore sarà rapportato alla pensione maturata al momento della richiesta della prestazione entro un tetto di 1.500 euro lorde al mese (cd. APE Sociale).  Il sussidio sarà interamente a carico dello Stato e, pertanto, a differenza dell'APe volontario non prevede alcuna decurtazione sul valore finale della pensione. I lavoratori che avranno diritto ad un assegno superiore al predetto valore potranno però farsi finanziare con l'ape volontario la quota eccedente non coperta dallo Stato con un prelievo ventennale sulla pensione finale che risulterà di gran lunga inferiore ad un anticipo interamente chiesto a carico del settore bancario. Per l'accesso al sussidio bisognerà però avere un requisito contributivo superiore a quello richiesto per conseguire l'ape volontario: pari almeno a 30 anni che diventano 36 anni per chi svolge lavori difficoltosi o rischiosi. L'agevolazione sarà riconosciuta, inoltre, nell'ambito di risorse programmate. Le medesime categorie di lavoratori appena indicate, poi, potranno accedere, sempre dal 1° maggio 2017, alla pensione anticipata con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica a condizione di aver lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno di età (cd. quota 41).  

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