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Riforma Pensioni, Slitta l'emendamento del Governo sulla Quota 100

Nel pacchetto di emendamenti alla manovra presentati in Commissione Bilancio alla Camera non ci sono le tanto attese modifiche alla Legge Fornero.

L'avvio della Riforma delle pensioni con il varo della quota 100 slitta ancora di qualche giorno. Nel primo pacchetto di 56 emendamenti alla manovra di governo e relatore depositati in Commissione Bilancio della Camera nelle ultime ore non c'è traccia delle proposte sul capitolo pensioni con le modifiche alla Fornero e il taglio degli assegni d'oro né delle annunciate misure a favore della famiglia.

Il pacchetto di emendamenti è composto da 41 proposte del relatore e 15 del governo ma per quanto riguarda le modifiche alla Fornero e al reddito di cittadinanza l'ipotesi più verosimile è un rinvio in seconda lettura al Senato. "A questo punto se ne parla all'arrivo della manovra in Senato perche' alla Camera i termini sono scaduti" ha tagliato corto il Presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, annunciando, comunque, che i saldi per finanziare la misura non cambiano dopo la bocciatura Ue. "Ovviamente la platea dei beneficiari avrà costi minori perché se la norma prevede l'opzione per tutti di andare in pensione, non è detto che tutti la accoglieranno, c'è tanta gente che sta bene al lavoro. Se imputare questi costi minori a minore deficit oppure ad altri investimenti sarà poi una decisione politica che (il governo) prenderà nell'interlocuzione con l'Europa". 

Nel pacchetto di emendamenti proposti alla Camera arriva l'aumento della deducibilità Imu per i capannoni che raddoppia al 40% e misure per la sanità tra cui, in particolare, lo stanziamento di un contributo di un milione di euro l'anno, per tre anni, da destinare all'European brain research instituite per individuare nuoce strategia terapeutiche per malattie neurodegenerative e altri gravi disturbi del sistema nervoso. Tra gli obiettivi dell'istituto c'è la ricerca di terapie efficaci contro le malattie d'Alzheimer e di Parkinson. Vengono poi stanziati trenta milioni l'anno, nel periodo 2019-2028, per il Consiglio nazionale delle ricerche per il perseguimento efficace delle attività istituzionali di ricerca. Da segnalare anche una norma per il rafforzamento delle dotazioni organiche dei centri dell'impiego, misura che accompagnerà il reddito di cittadinanza ancora in via di definizione. Nello specifico dal 2019 le Regioni potranno assumere nuovo personale fino a 4mila unità da destinare ai centri per l'impiego.

Pronto anche il taglio alle pensioni d'oro

Sulle pensioni la proposta del Governo è comunque quasi pronta come già anticipato su queste pagine l'altro giorno. Oltre alla quota 100, una proroga dell'ape sociale, dell'opzione donna e uno stop agli adeguamenti alla speranza di vita l'esecutivo ha pronto anche un emendamento che taglia le pensioni d'oro superiori a 90 mila euro lordi annui (4.500 euro netti al mese). Il taglio sarà orientato sul meccanismo del contributo di solidarietà già sperimentato con la legge 147/2013 che ha superato nel 2016 il vaglio della Consulta (verrà abbandonata, quindi, la sconnessa strada proposta dal ddl D'uva-Molinari) con una rimodulazione però delle fasce di abbattimento.

Nello specifico ci saranno 5 aliquote partendo da una soglia minima di 90mila euro lordi l’anno con un taglio progressivo pari al 10% per gli assegni fino a 130mila l'anno; del 14% tra i 130 mila e i 200mila; del 16% tra 200mila e 350mila euro; del 18% fino a 500mila euro e del 20% oltre i 500mila di euro lordi l’anno. La norma prevede il taglio anche per le pensioni erogate da Presidenza della Repubblica, Consulta, Camera e Senato (da comprendere come il meccanismo si possa raccordare al taglio dei vitalizi già approvato dai due rami del Parlamento); la stretta sugli assegni elevati non scatterà in ogni caso per le pensioni interamente contributive. Alla misura dovrebbe accompagnarsi anche la soppressione dei privilegi sulle pensioni dei sindacalisti, misura contenuta nel ddl D'Uva-Molinari più volte al centro dell'attenzione del Ministro del Lavoro, Luigi di Maio. 

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