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- Roma, 21 ago. - E' muro contro muro tra M5S e governo sulla giustizia. I 5 stelle hanno infatti disertato, come avevano annunciato ieri, l'incontro con il Guardasigilli previsto per oggi, spiegando in una lettera aperta allo stesso Andrea Orlando, pubblicata sul blog di Grillo, di non volere "incontri di facciata" e pronunciando un netto NO a una "riforma di Berlusconi". Ma dai 5 stelle arrivano parole dure contro il premier Matteo Renzi: "Il presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un presidente del Consiglio possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia". Secondo i 5 stelle, "dopo il Patto del Nazanero, la lotta alla criminalita' e, piu' in generale, la giustizia penale, sono scivolate all'ultimo posto delle priorita' del governo. Si parla di responsabilita' dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilita' dei criminali, anche se politici?". La risposta del governo non si fa attendere ed e' lo stesso premier Renzi a rispondere, rilanciando un tweet del presidente democrat Matteo Orfini, che scrive caustico: "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...". Che il dialogo si sia interrotto, lo conferma il deputato 5 stelle Alfonso Bonafede, che e' pure vicepresidente della commissione Giustizia della Camera: "Se l'approccio alla giustizia continua ad essere questo, non ci puo' essere dialogo" specie se, sottolinea, "Renzi vuole continuare a fare combutta con Silvio Berlusconi". Da parte sua, invece, il ministro della Giustizia Orlando sostiene che sulla riforma della giustizia "non si tratta di fare accordi piu' o meno segreti con nessuno". E, nonostante lo stop grillino, non esclude futuri incontri con i 5 stelle: "Mi auguro che questo passaggio non comprometta la possibilita' di proseguire la discussione con tutte le forze politiche. Mi spiace per le parole usate dai 5 Stelle perche' l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare al contrasto alla criminalita' economica e alla giustizia civile. Le proposte che erano emerse in quell'occasione sono infatti state ritenute integrabili con le nostre". Oltre a M5S, anche Sel e Lega hanno deciso di non incontrare il Guardasigilli. Solo Forza Italia si e' presentata in via Arenula anche se l'azzurra Stefania Prestigiacomo ammonisce: no ad una "riformetta" che "non servirebbe a nulla se non a perpetrare tutte le disfunzioni attuali". .
- Roma, 21 ago. - Cinquat'anni fa, il 21 agosto del 1964, moriva a Jalta, in Urss, Palmiro Togliatti, primo segretario del Pc del dopoguerra. "E' stato assoluto protagonista della sua epoca: dal suo percorso intellettuale, morale, umano e politico e' ancora possibile attingere importanti lezioni che possono ispirare ancora oggi le scelte istituzionali", scrive Pietro Grasso in un messaggio sulla sua pagina Facebook in occasione della morte del "grande statista che e' stato Palmiro Togliatti". "Il suo impegno nella lotta antifascista, il lungo periodo di esilio all'estero - prosegue il presidente del Senato - la capacita' di elaborare proposte politiche concrete in vista del perseguimento di obiettivi comuni testimoniano la sua statura politica. Ebbe un ruolo di altissimo rilievo nei lavori della Costituente, favorendo il dialogo e la conciliazione tra laici e cattolici e ispirando la stesura di alcuni fondamentali articoli della nostra Costituzione. Grazie ad una lunga elaborazione politica e intellettuale, condusse il PCI alla piena e convinta partecipazione alle istituzioni rappresentative abbandonando ogni ipotesi rivoluzionaria e prefigurando una trasformazione di lungo periodo della societa' verso una democrazia progressiva, attraverso la conquista pacifica del consenso elettorale". "Ebbe la capacita' di capire tempestivamente le trasformazioni sociali e politiche globali - conclude Grasso - assumendo come obiettivo prioritario della 'coesistenza pacifica' la cooperazione tra Stati, popoli e religioni per promuovere il disarmo e la cooperazione politica ed economica internazionale". .
- Roma, 21 ago. - Doccia gelata in vista per Matteo Renzi, ma qui non c'entrano riforme, decimali di crescita o alleanze. Si tratta della 'Ice bucket Challenge' che sta coinvolgendo i vip di tutto il mondo per la raccolta fondi a favore della lotta alla Sla. 'Nominato' da un trio di tutto rispetto composto da Fiorello, Laura Pausini e Roberta Vinci, su Twitter, il presidente del Consiglio accetta con un "ok, obbedisco". "Lo faccio domani", specifica sempre via social network. "Nel frattempo - aggiunge - penso a chi nominare io". .

- Roma, 21 ago. - M5S non andra' al vertice con il ministro Orlando per discutere della riforma della Giustizia. Una decisione annunciata sul blog di Beppe Grillo dai membri della commissione Giustizia di Camera e Senato contrari ad "incontri di facciata" e a quella che definiscono una "chiacchierata ferragostana sul piu' e il meno". Dura la replica che il Pd affida, a strettissimo giro di posta, al presidente dell'Assemblea nazionale, Matteo Orfini: "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...", scrive Orsini. Ancora piu' significativo e' che la stoccata venga ritwittata dal segretario del partito, e presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Nella lettera aperta dei 5 stelle al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, si legge che in "primo luogo, siamo in presenza di un tipico caso, da parte sua, di scortesia istituzionale. Aspettavamo da ben 7 giorni (dal 13 agosto) - lamentano i 5 stelle - una risposta ad una nostra mail, reiterata il 18 agosto, in cui le chiedevamo, prima dell'incontro, di conoscere piu' dettagliatamente i contenuti dello stesso, giacche' non siamo disponibili ad una chiacchierata ferragostana sul piu' ed il meno. Abbiamo gia' avuto occasione di confrontarci su quelle che per noi sono le vere priorita' in tema di giustizia per il nostro paese. Le abbiamo portato a giugno le nostre proposte in materia di anticorruzione". "Ci siamo incontrati a inizio agosto per discutere di processo civile, penale e norme contro la criminalita' economica. Da allora - accusano i 5 stelle - il silenzio, a parte le interviste sui giornali giusto per dare l'impressione che qualcosa si stava muovendo. Siamo contrari agli incontri "di facciata" al chiuso delle stanze, riteniamo che in Italia la giustizia necessiti di un impegno serio e trasparente". Forza Italia e' l'unico partito delle opposizioni che sta partecipando all'incontro sulla riforma della giustizia con il guardasigilli, Andrea Orlando. Al ministero di via Arenula si trova infatti il senatore forzista Giacomo Caliendo, membro della Commissione Giustizia a palazzo Madama. .

C'è da riformare il sistema degli ammortizzatori sociali, vorremmo introdurre, anche se con delle penalità, una maggiore flessibilità per chi vuole andare in pensione anticipatamente. Come finanziamo tutti questi interventi?". Kamsin  Così il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta torna sull'ipotesi di una sforbiciata alle pensioni d'oro. Baretta ricorda che sul contributo di solidarietà "di deciso non c'è nulla" ma osserva che sul fatto che una pensione netta di 3.500 euro possa essere considerata di ceto medio commenta: "Siamo già nel novero dei redditi più alti che medi". Si sofferma poi sui possibili nuovi sacrifici: "Molte ipotesi mi risultano sconosciute, in particolare quella di un eventuale nuovo blocco del rinnovo del contratto degli statali". Esclude poi qualsiasi forma di patrimoniale sui redditi più alti: "L'opzione non è contemplata".

Dunque all’interno dello stesso esecutivo le posizioni non sono esattamente compatte: al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che in un’intervista al Corriere della sera ha confermato le linee di intervento, ha replicato anche il viceministro dell’Economia, Enrico Morando (Pd): «Il contributo di solidarietà sulle pensioni alte mi sembra un argomento che lascerei per un’altra fase». Anche Palazzo Chigi ha smentito l'intervento sulle pensioni, ma nel passato il premier Matteo Renzi non escluse (lo disse, per esempio, davanti alle telecamere di Porta a Porta) un contributo di solidarietà a carico delle pensioni superiori ai 3.500 euro netti al mese (circa 6 mila lordi) calcolati con il metodo retributivo. Ipotesi, peraltro, sostenuta dal consigliere economico del presidente del Consiglio, e parlamentare del Pd, Yoram Gutgeld nel suo libro “Più uguali più ricchi”. Così l’asticella dei 3.500 euro netti al mese di pensione definita con il metodo retributivo sembra effettivamente quella più realistica.

Accanto al contributo di solidarietà i tecnici del Mef studiano anche un eventuale raffreddamento dei meccanismi di adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita. Questione marginale in questa fase in cui l’inflazione sta andando in territorio negativo, ma che riemergerebbe una volta che l’inflazione dovesse ritornare sul target europeo del 2 per cento. L’ipotesi più probabile è che si introducano delle fasce di reddito meno sensibili alle dinamiche inflazionistiche con il crescere dell’importo.

Riforma Pensioni, Renzi: no al prelievo sulle retributiveZedde

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