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- Roma, 7 lug. - Una "evidente e grave interferenza nel delicato equilibrio tra i poteri". Cosi' l'Associazione Nazionale Magistrati interviene in merito alla notizia dell'sms inviato dal sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, durante le elezioni dei togati per il nuovo Csm a sostegno di alcuni candidati. L'Anm, con una nota diffusa subito dopo la chiusura dei seggi elettorali, rileva che questo episodio "fa emergere ancora una volta la problematicita' dei rapporti tra politica e Magistratura e la necessita' di porre dei limiti per assicurare una netta distinzione di ruoli e funzioni". Secondo il sindacato delle toghe, "appare evidente che, nel caso di specie, il fatto che il sottosegretario alla Giustizia sia un magistrato che al momento della nomina ricopriva la carica di membro del Comitato direttivo centrale dell'Anm, nonche' di segretario nazionale di una delle componenti della Magistratura associata (Magistratura Indipendente, ndr) sia circostanza non trascurabile - si legge nella nota dell'Anm - che ripropone il dibattito sempre aperto, relativo alla partecipazione dei magistrati alla vita politica, dovendosi evitare ogni possibile confusione di ruoli e valutare i casi in cui la stessa sui compatibile, anche solo sul piano dell'opportunita', con la necessaria tutela dell'immagine di autonomia e indipendenza del magistrato, correlata all'esercizio della, sua funzione, pur nel rispetto delle prerogative costituzionali garantite a tutti i cittadini". .

- Roma, 7 lug. - Beppe Grillo chiude con il Pd dopo l'annullamento dell'incontro con i 5 stelle su riforme e legge elettorale. Sul suo blog, il leader M5S attacca il premier Matteo Renzi "le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi" e accusa: "stiamo scivolando lentamente verso una dittatura". Ma ammonisce: "M5S non restera' a guardare".

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"Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia e' oggi impossibile - scrive Grillo sul suo blog - il Pd ha annullato l'incontro con il M5S per la legge elettorale nonostante (o forse proprio per questo) l'apertura dimostrata dal M5S con l'intervista del Corriere della Sera di domenica di Luigi Di Maio. Si prende atto che il Pd preferisce gli incontri al chiuso di cui nessun cittadino sa nulla con un pregiudicato con il quale si appresta a fare la 'riforma' della giustizia". "Si prende atto che Renzi, le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi, rifiuta con il M5S ogni confronto democratico e che l'Italia dovra' pagarne tutte le conseguenze. Il M5S - prosegue - rappresenta milioni di italiani che non possono essere trattati come dei paria, come dei cani in chiesa da personaggi mai eletti in libere elezioni, da sbruffoni della democrazia. Nessuno potra' piu' imputarci di non aver cercato il dialogo. Stiamo scivolando lentamente verso una dittatura a norma di legge, il M5S non restera' a guardare e spera che i sinceri democratici che esistono negli altri partiti facciano altrettanto".

- Roma, 7 lug. - Torna il 'grande freddo' e Pd e M5S non ssi trovano per quell'incontro sulle riforme che i pentastellati avevano 'spinto' ancora nel corso della mattinata, annunciandone la diretta streaming sui blog di riferimento. Oggetto del contendere, le "risposte formali" che i democrat attendono dai 5 Stelle, che a loro volta rispondono ricordando la pubblica presa di posizione di Di Maio, con un'intervista al Corriere della Sera di domenica. Ne', del resto, si tratta dell'unico intralcio sul cammino delle riforme che mercoledi' dovrebbero affacciarsi nell'Aula del Senato. "Quando non si hanno idee, si ricorre agli epiteti, tipo 'sabotatori', e agli slogan... Se si stesse al merito delle cose si andrebbe avanti meglio", dice un Vannino Chiti allergico alle richieste di 'ortodossia' che arrivano dalla maggioranza Pd. "Guerini - aggiunge il senatore Dem, capofila dei 'malpancisti' Pd - forse arriva all'ultimo momento ma io e' da quando ero presidente di Regione che ho sostenuto il superamento del bicameralismo paritario". Ma Chiti, a proposito del nuovo Senato, parla soprattutto di "riforma sbagliata e non votabile". Chiosa non secondaria, considerando che il fronte trasversale dei frondisti non accenna a deporre le armi e trova ampio spazio sia nel Pd sia in FI. Tornando al gelo Pd-M5S, e' Roberto Speranza a ribadire che il Pd "considera questo confronto molto serio ed importante per il dibattito democratico nel nostro Paese e per dare piu' forza al percorso delle riforme. Proprio per queste ragioni - puntualizza - riteniamo imprescindibile che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito democratico". "Stiamo rasentando il ridicolo. Ho gia' risposto con un'intervista al Corriere della Sera, il documento scritto non e' un metodo per ottenere una legge elettorale degna di questo nome", ribatte Di Maio. "Siamo esterrefatti per quello che e' accaduto", aggiunge il vicepresidente pentastellato della Camera: "Io ho parlato con Guerini giovedi per l'appuntamento di oggi alle 15, che e' saltato, ma poi Guerini non mi ha fatto sapere nulla". Al di la' dell'aspetto formale, la conclusione e' sostanziale: "Vuol dire che noi da adesso in poi parliamo solo con Renzi", annuncia infatti l'esponente M5S, perche' cio' che e' successo indica "che non sono affidabili gli interlocutori che si sono interposti fra noi e lui". "I cittadini devono poter scegliere e noi vogliamo dal Pd una risposta chiara su questo", rilancia a proposito dell'introduzione delle preferenze nella legge elettorale. "Vogliono il doppio turno e noi lasciamo sul tavolo il doppio turno, pero' magari non facciamo che al primo turno si vince con il 37 per cento", aggiunge sempre Di Maio. .

- Roma, 7 lug. - Un duro botta e risposta tra grillini e democratici sull'Italicum ha portato al naufragio del dialogo tra M5s e Pd. A Renzi, che chiedeva un documneto scritto sui dieci punti proposti dai democratici, i pentastellati hanno risposto con una intervista di Luigi Di Maio ritenuta pero' insufficente, tanto da spingere i grillini a disdire l'incontro fissato per oggi alle 15. "Quando ho sentito Guerini, ed e' una questione di serieta', abbiamo fissato ora, data e luogo" aveva detto Di Maio, ma alle richieste del Pd aveva obiettato: "stiamo rasentando il ridicolo. Ho gia' risposto con un'intervista al Corriere della Sera, il documento scritto non e' un metodo per ottenere una legge elettorale degna di questo nome".

DI MAIO: "IL PD E' INAFFIDABILE, ORA PARLIAMO SOLO CON RENZI" (LEGGI)

"La nostra piu' grande apertura e' l'inizio di questo tavolo di confronto. Abbiamo dimostrato una buona volonta' per discutere e pianificare un percorso. Poi, nei singoli punti il dibattito diventa un po' noioso. La legge elettorale non e' il problema dell'Italia ma e' importante. Noi ci teniamo molto alle preferenze, loro ci tengono ad altri punti, speriamo in un punto d'incontro". Di Maio ha confermato anche che "siamo pronti a cancellare l'idea delle 'preferenze negative', pero' facciamo una legge per cui i condannati in via definitiva, a parte quelli per reati di opinione, in Parlamento non entrano piu'". Sui tempi per avere la nuova legge elettorale Di Maio ha detto che "Renzi la vorrebbe portare a casa in autunno ma i tempi stanno gia' slittando. Noi ci siamo dati, dopo un'eventuale intesa col Pd, 100 giorni incluso agosto".

A dare l'annuncio del forfait era stata Alessandra Moretti: "Per quanto ne so io, l'incontro oggi non si tiene. Io sto per partire per Bruxelles" avvea detto, "Per sedersi intorno ad un tavolo bisogna ragionare in maniera approfondita. Serve un documento, non basta un'intervista", in ogni caso, l'importante e' che si sia aperto un dialogo costruttivo". Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, ha confermato che l'incontro si terra' "solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito Democratico". .

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