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L’assegno ha la funzione di integrare la retribuzione dei lavoratori che si trovano in determinate situazioni familiari e di reddito.


L'assegno al Nucleo Familiare

Il dizionario di PensioniOggi.it

L’assegno per il nucleo familiare è stato introdotto con decorrenza 1° gennaio 1988 dall’ articolo 2 del D.L. 13 marzo 1988, n. 69 , convertito con modificazioni dalla L. 153/1988 (in sostituzione di precedenti strumenti quali gli assegni familiari, le quote di aggiunta di famiglia, ecc.) Si tratta di una prestazione di carattere previdenziale, erogata con cadenza mensile su richiesta del lavoratore o del pensionato (unitamente alla retribuzione o alla pensione). L’assegno ha la funzione di integrare la retribuzione dei lavoratori che si trovano in determinate situazioni familiari e di reddito.

Soggetti beneficiari dell’assegno sono: a) i lavoratori dipendenti che prestino la propria attività nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla nazionalità (compresi i soci lavoratori di cooperative, anche di fatto e i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps); b) i titolari di pensione derivante da un precedente rapporto di lavoro; c) i lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi; d) ulteriori soggetti titolari di particolari rapporti di lavoro, individuati dalla prassi amministrativa e dalla stessa legge (come i lavoratori agricoli dipendenti; autisti dipendenti da privati; detenuti lavoratori; dipendenti di partiti politici e sindacati; dirigenti; domestici; lavoratori a domicilio; lavoratori in malattia, cassa integrazioni e disoccupazione; lavoratori in mobilità ; lavoratori titolari di contratti di lavoro part- time e job-sharing ; lavoratori con contratto di somministrazione; lavoratori distaccati; lavoratori in aspettativa per cariche pubbliche; soci azionisti dipendenti).  Al fine di valorizzare la posizione del coniuge che svolge prevalentemente attività di cura del nucleo familiare, l’articolo 1, comma 559, della L. 311/2004, ha stabilito che l’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare spetti al coniuge dell’avente diritto (a decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2005).

Il nucleo familiare è composto dai coniugi e dai figli (ed equiparati) di età inferiore a 18 anni. Sono pertanto esclusi dal nucleo familiare (circolare INPS 12 gennaio 1990, n. 12) ai fini della spettanza dell’assegno: il coniuge legalmente ed effettivamente separato; il coniuge che abbandona la famiglia ; i figli, le sorelle, i fratelli ed i nipoti coniugati del richiedente; il coniuge ed i figli del cittadino straniero non residente in Italia (tranne in caso di convenzione tra gli Stati). Presupposti per il riconoscimento dell’assegno sono l’esistenza di un nucleo familiare, il rispetto di determinati limiti di reddito, la non fruizione di altri trattamenti di famiglia.

L’assegno per il nucleo familiare costituisce, infatti, un’ erogazione incompatibile con qualsiasi altro trattamento di famiglia. In base a tale principio l’INPS ha in particolare escluso una doppia corresponsione dell’assegno nei seguenti casi lavoratore dipendente che sia contemporaneamente pensionato; ai coniugi che abbiano entrambi titolo all’erogazione dell’assegno; in caso di spettanza di trattamenti di famiglia diversi (di lavoro dipendente e di lavoro autonomo) in capo allo stesso soggetto (lavoratore dipendente che svolga come pensionato attività di lavoro autonomo), o in capo ai due coniugi. Nei primi due casi l’assegno viene erogato relativamente alla posizione di pensionato; nella terza ipotesi viene erogato l’assegno e l’altro trattamento di famiglia può essere corrisposto a familiari considerati a carico anche se esclusi dal nucleo familiare individuato ai fini dell’assegno. Si ricorda tuttavia che l'assegno è cumulabile con l'assegno al nucleo con almeno tre figli minori concesso dai comuni.

L’ammontare dell’assegno è quindi commisurato al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito del nucleo familiare (secondo la Tabella allegata alla legge n.69/1988). In particolare, il reddito da considerare è quello risultante dalla somma dei redditi percepiti, nell’anno solare precedente al 1° luglio dell’anno cui la domanda si riferisce, da tutti i soggetti che compongono il nucleo familiare al momento della domanda, o nel periodo di riferimento della domanda (L. 153/1988, articolo 2, comma 9 ). Alla formazione del reddito concorrono i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi quelli esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se superiori a euro 1.032,91. I livelli di reddito sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ogni anno, in misura pari alla variazione della percentuale dell’indice ai prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’ISTAT, intervenuta tra un anno e l’altro.  Il reddito complessivo deve essere composto per un importo minimo pari al 70% da redditi di lavoro dipendente ( o ad esso assimilabili ) e compreso tra quelli indicati nelle apposite tabelle aggiornate ogni anno dall'Inps.

Nel caso in cui il reddito complessivo familiare sia composto da redditi diversi (ad esempio di impresa, di capitale), l’ assegno spetta soltanto se la somma dei redditi di lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente (o assimilato), superi il 70% del reddito complessivo familiare. Sono esclusi dalla determinazione del reddito familiare il TFR e relative anticipazioni; le rendite vitalizie erogate dall’INAIL; la parte non tassabile dell’indennità di trasferta; le pensioni di guerra e le pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva infortunatisi; le indennità di accompagnamento corrisposte a ciechi civili assoluti, minori invalidi non deambulanti, e le indennità di tipo risarcitorio; le indennità di frequenza corrisposte a minori mutilati e invalidi civili in caso di sussistenza alla fruizione dell’indennità di accompagnamento; l’indennizzo corrisposto dallo Stato a favore di soggetti danneggiati da complicanza fisiche irreversibili derivanti da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati; gli stessi importi erogati a titolo di assegno per il nucleo familiare.

L’ammontare dell’assegno, unico per l’intero nucleo familiare, è determinato in misura differenziata in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare e al relativo reddito complessivo, mentre la prestazione erogata è prevista in importi decrescenti per scaglioni crescenti di reddito in corrispondenza di soglie di esclusione a seconda della tipologia familiare. Il pagamento dell’assegno viene generalmente effettuato dal datore di lavoro che anticipa la somma spettante al lavoratore e chiede poi il rimborso all’ente previdenziale tramite conguaglio con la denuncia contributiva mensile. 

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Documenti: Circolare Inps 12/1990; Circolare Inps 92/2016

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