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L'opzione garantisce la possibilità di accedere alla pensione con un anticipo dell'età pensionabile ma con un calcolo dell'assegno completamente diverso rispetto al sistema misto.

Il Calcolo della Pensione con l'Opzione per il Sistema Contributivo

Il dizionario di Pensioni Oggi

Sempre più spesso diversi lavoratori, soprattutto lavoratrici, si trovano di fronte alla possibilità di scegliere una liquidazione della pensione con l'applicazione delle regole interamente contributive. Questa facoltà di opzione è prevista in linea generale dall'articolo 1, comma 23 della legge 335/1995 ma è esercitata prevalentemente dalle lavoratrici grazie all'articolo 1, comma 9 della legge 243/04 (cd. opzione donna) in quanto è resa particolarmente appetibile dalla possibilità di anticipare l'uscita all'età di 58 anni circa.

Il calcolo della pensione attraverso tali regole è molto complesso in quanto differisce dal calcolo contributivo tradizionale per la necessità di far rientrare nella logica del “montante” anche i periodi di contribuzione accreditata prima del 1996, ossia le anzianità maturate prima dell'introduzione del sistema contributivo. Per questa ragione la pensione viene determinata attraverso la somma di due distinte quote, la prima rappresentata dalle anzianità contributive maturate dal lavoratore prima del 1996; la seconda sulle anzianità maturate dal 1° gennaio 1996.

Il calcolo della prima quota (ante 1996) è la parte più ostica dell'intero procedimento in quanto bisogna procedere ad una ricostruzione virtuale delle retribuzioni, dei contributi che sarebbero stati versati dal lavoratore e, in definitiva, del relativo montante che il soggetto avrebbe ottenuto alla data del 31.12.1995. Ricostruzione non sempre possibile per mancanza, spesso di dati molto lontani nel tempo. Per questa ragione il legislatore ha previsto che le retribuzioni considerate per estrarne la contribuzione pensionabile relative al periodo antecedente al 1996 non sono quelle effettivamente percepite nel corso di tutto il periodo antecedente il 1996, ma solo quelle di un periodo ridotto immediatamente a ridosso: gli ultimi 10 anni per l’AGO e forme sostitutive mentre, per le forme esclusive dell’AGO, gli ultimi 3 anni o - per i soggetti con più di 15 anni di contribuzione al 31 dicembre 1992 - l’ultimo anno e mezzo prima del 1° gennaio 1996. La contribuzione di ciascuno degli anni del periodo di riferimento viene calcolata applicando alla retribuzione o reddito pensionabile l’aliquota contributiva vigente in ciascun anno in ciascuna gestione, purché entro il limite massimo dell’aliquota contemporaneamente vigente nel FPLD.

Per determinare il montante virtuale al 31 dicembre 1995, la media annua, mensile o settimanale delle contribuzioni del periodo di riferimento viene moltiplicata per il numero complessivo di anni, mesi o settimane di contributi accreditati dall’inizio dell’assicurazione fino al 31 dicembre 1995; questo numero, però, viene opportunamente ridotto riducendo l’anzianità contributiva, anno per anno, in base al rapporto di grandezza tra l’aliquota contributiva vigente in ciascun anno e quella media ponderata vigente, nella gestione che deve liquidare la pensione, nel decennio temporale immediatamente precedente l’anno in cui è stata effettuata l’opzione. Il valore complessivo deve essere quindi rivalutato per il tasso di capitalizzazione e poi sommato alla seconda quota di pensione, relativa alle anzianità maturate dal lavoratore dopo il 1995, sino alla pensione, calcolata secondo le regole normali contributive. 

Tecnicamente bisogna effettuare cinque passaggi fondamentali. Vediamoli.

La base imponibile nel periodo di riferimento. In primo luogo occorre individuare la base imponibile nel periodo di riferimento antecedente al 1996. Per i dipendenti privati e autonomi questo periodo è pari a 10 anni (cioè dal 1986 al 1995); per i dipendenti pubblici con almeno 15 anni di servizio al 31.12.1992 il periodo è pari a 18 mesi (dal giugno 1994 al 1995); per i dipendenti pubblici con meno di 15 anni di contribuzione alla data del 31.12.1992 il periodo è pari a 3 anni (dal 1993 al 1995). In ciascun anno, la base imponibile non può essere presa in considerazione per un importo superiore all’importo del massimale imponibile vigente per il sistema contributivo, opportunamente svalutato, rispetto al 1996, in base al coefficiente desunto dalla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. 

La retribuzione media settimanale nel periodo di riferimento. In secondo luogo occorre determinare l'ammontare dei contributi di ciascun anno moltiplicando la base imponibile annua per l'aliquota contributiva in vigore nell'anno interessato (per un riepilogo delle aliquote vigenti in ciascun anno si veda la tavola sottostante). Si ricorda che l'aliquota contributiva dal 1993 deve essere incrementata di un punto percentuale per la quota di retribuzione imponibile eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile determinata ai fini dell'articolo 21, comma 6, della legge n. 67/1988 (tale limite è pari a euro 27.617,53 per l'anno 1993, euro 28.592,60 per l'anno 1994, a euro 29.736,56 per l'anno 1995).  Il valore dei contributi, virtualmente versati, devono essere rivalutati ciascun anno su base composta fino al 31.12.1995 utilizzando il tasso annuo di capitalizzazione. Il valore ottenuto, che rappresenta la contribuzione media versata nel periodo di riferimento rivalutata al 31 dicembre 1995, va diviso per la somma del numero di settimane di contribuzione versata (o di mesi nel caso del pubblico impiego) nel periodo di riferimento. In questo modo si determina la retribuzione media settimanale o mensile percepita dall'interessato nel periodo di riferimento.

L'anzianità contributiva antecedente al periodo di riferimento. Bisogna poi individuare l’anzianità contributiva precedente al periodo di riferimento. Quindi, se il periodo di riferimento è completamente coperto di contribuzione, si tratta dei contributi dall’inizio del rapporto assicurativo fino a tutto il 1985 per i dipendenti privati e gli autonomi e fino a tutto il 1992 per i dipendenti pubblici (indipendentemente dal fatto che abbiano più o meno di 15 anni di contributi al 31.12.1992). Questa anzianità, tuttavia, non va presa così com'è ma deve essere ridotta di un valore pari al rapporto tra l'aliquota contributiva vigente in detto anno e l'aliquota contributiva media vigente nei 10 anni di calendario precedenti quello in cui viene esercitata l'opzione (Circolare Inps 181/2001). In sostanza bisogna ponderare questo periodo di un valore che risulterà tanto maggiore quanto minore era l'aliquota di contribuzione afferente al fondo nell'anno preso in questione. Ad esempio 52 settimane di contributi nel 1980 equivalgono solo a 38 settimane ponderate dato che il rapporto tra l'aliquota vigente all'epoca (23,89%) e quella attuale (calcolata sulla base delle medie degli ultimi dieci anni, 32,97%) è pari a 0,72 (52 x 0,72 = 38).

Il montante complessivo alla data del 31.12.1995. A questo punto occorre sommare i contributi ridotti secondo il calcolo appena descritto e ad essi aggiungere, senza alcuna riduzione, il numero di contributi compresi nel periodo di riferimento prima descritto. Si determina così l’anzianità contributiva complessiva per il periodo precedente il 1996. Questo periodo diventa il moltiplicatore della contribuzione media già calcolata nel periodo di riferimento. Il risultato del prodotto tra la media della contribuzione settimanale o mensile versata e l'anzianità contributiva costituisce la quota di montante relativa al periodo precedente il 1996, che deve essere rivalutata con i coefficienti PIL nel periodo dal 1996 fino all’anno precedente la data di decorrenza della pensione.

La somma dei montanti. Al valore sopra determinato occorre aggiungere la quota di pensione maturata dopo il 1995 secondo le normali regole di calcolo contributive (cioè si prende il 33% della retribuzione annua imponibile e la si rivaluta annualmente per il tasso di capitalizzazione sino all'anno di decorrenza della pensione cd. montante contributivo). La somma dei due montanti già rivalutati (A e B) costituisce il montante complessivo sul quale si applica il coefficiente di trasformazione relativo all’età raggiunta dal soggetto al momento della decorrenza della pensione. 

La tavola sottostante riepiloga invece le aliquote IVS nell'assicurazione generale obbligatoria e nei fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi ai fini della determinazione delle aliquote di contribuzione da prendere a riferimento per effettuare il calcolo sopra esposto e evidenzia l'aliquota media di contribuzione vigente negli ultimi dieci anni. 

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Documenti: Circolare Inps 181/2001Circolare Inpdap 65/2001; Circolare Inps 108/2002; Dlgs 180/1997; Circolare Inpdap 62/1997;

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