Pensioni

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E' forte il disappunto dell'ex ministro del lavoro Cesare Damiano circa la possibilità di uno stralcio in Senato delle misure in favore dei quota 96 della scuola e dei lavoratori precoci (vedi i dettagli)  contenute nel dl di Riforma della Pubblica Amministrazione. Kamsin Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera chiede con urgenza un intervento del governo che risolva il problema delle coperture finanziarie sollevate dalla Ragioneria Generale dello Stato: "Va risolto adesso il problema dell’ennesima contestazione della Ragioneria dello Stato delle coperture di “Quota 96″ degli insegnanti e della cancellazione delle penalizzazioni per accedere alla pensione di anzianità prima dei 62 anni. Il Governo, che ha chiesto la fiducia sul Decreto Pubblica Amministrazione, deve trovare la soluzione: indietro non si può tornare".

Damiano plaude però all'idea di introdurre una norma di flessibilità nel sistema previdenziale su cui ieri ha aperto il ministro del lavoro Poletti: "esiste già una proposta di legge di cui siamo firmatari il sottoscritto e Pierpaolo Baretta che prevede, se si hanno 35 anni di contributi, che si possa andare in pensione a partire dai 62 anni, con alcune penalizzazioni. Apriamo la discussione e troviamo la giusta soluzione nella legge di Stabilità."

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Dovrebbe essere scontata una nuova modifica al Senato al decreto legge sulla riforma della Pubblica Amministrazione. In particolare la modifica dovrebbe interessare il capitolo pensioni. Kamsin Sul testo licenziato questa settimana dalla Camera (ieri il provvedimento è giunto in commissione Affari costituzionali del Senato) il Governo e i tecnici del ministero dell'Economia e della commissione Bilancio hanno infatti iniziato a verificare i rilievi sulle coperture avanzati dalla Ragioneria generale dello Stato.  Nel mirino del Dicastero di via XX Settembre ci sono soprattutto due capitoli di spesa che rischiano di andare fuori controllo. Si tratta della misura in favore dei quota 96 della scuola (vedi i dettagli) e dell'eliminazione, fino al 2017, del disincentivo all'uscita per i cd. lavoratori precoci. 

Il primo capitolo estende la deroga alla Riforma pensionistica Fornero in favore di quattromila lavoratori del comparto scuola (docenti e personale amministrativo scolastico) che hanno maturato la quota 96 entro il 31 Agosto 2012. Personale che potrà già lasciare dal 1° Settembre. Significativa anche l'altra misura che sterilizza la penalizzazione in favore di tutti i lavoratori che abbiano maturato i requisiti per la pensione anticipata entro il 2017, anche se non avranno compiuto i 62 anni.

L'obiettivo dell'Esecutivo è individuare una soluzione ai rilievi del Mef aumentando le coperture. In tal caso le misure resterebbero intatte. Ma non è affatto da escludere che, in assenza di una convincente "coperta" economica le due norme siano stralciate definitivamente dal testo. In entrambi i casi sarà comunque necessario un nuovo esame da parte della Camera (il dl va convertito in legge entro il 23 agosto, pena la decadenza). Un vero e proprio stillicidio per questi lavoratori che da mesi vedono inanellarsi una serie di promesse e smentite. I tempi saranno comunque strettissimi: oggi si riprende con la discussione generale, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per domenica alle ore 15. Entro lunedì poi il testo sarà in Aula a palazzo Madama dove si arriverà alla votazione finale entro la prossima settimana.

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Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni. Kamsin Un conto è parlare di esodati, ovvero di persone rimaste in mezzo ad un guado in seguito al varo della riforma, un conto è parlare di situazioni socialmente problematiche come quelle ad esempio di chi ha perso il lavoro in età avanzata ma non tanto da poter accedere alla pensione. E' quanto ha dichiarato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti in una intervista raccolta oggi dal Messaggero. Il Ministro conferma che i tecnici del ministero di Via Veneto sono al lavoro per individuare, già a Settembre, una soluzione strutturale per flessibilizzare il pensionamento, una riforma che potrebbe essere già contenuta nella legge di stabilità per il 2015.

L'idea per ora è quella di utilizzare non uno strumento unico per tutti, ma diversi strumenti, di modo che ognuno possa utilizzare quello più adatto alla propria situazione.

Ministro, deroga dopo deroga, salvaguardia dopo salvaguardia, si sta smontando la legge Fornero sulle pensioni. Dato ormai per assodato che quella riforma è fatta da meriti ma anche di "buchi neri", non sarebbe meglio affrontare il tutto con una soluzione strutturale uguale per tutti?
«Ci stiamo lavorando, consapevoli che si tratta di interventi onerosi dal punto di vista economico e finanziario. Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni. Un conto è parlare di esodati, ovvero di persone rimaste in mezzo ad un guado in seguito al varo della riforma, un conto è parlare di situazioni socialmente problematiche come quelle ad esempio di chi ha perso il lavoro in età avanzata ma non tanto da poter accedere alla pensione. Per questo abbiamo individuato strumenti differenziati».

 A proposito di sessantenni rimasti disoccupati: lei in una precedente intervista al nostro giornale accennò a un «ponte» verso la pensione. È una ipotesi ancora in campo? E come funzionerà? «Stiamo lavorando, stiamo facendo le simulazioni necessarie. Poiché si tratta di interventi che hanno un tasso di onerosità, credo che l'unico modo serio per affrontare la questione sia quella di inquadrarli nella discussione della legge di Stabilità».

Quando arriveranno le nuove risorse per la cig in deroga? Sindacati e Regioni stimano un bacino di cento  centocinquantamila persone "a secco" da mesi. La questione però viene continuamente rinviata. «Abbiamo deliberato e spostato 400 più 400, quindi 800 milioni di euro che erano stati stanziati sul 2014 per pagare i residui di cassa del 2013. Naturalmente se una parte di queste risorse non sarà impegnata nel 2013, potrà esserlo nel 2014. Essendo rimasti a copertura della cig in deroga del 2014 solo 600 milioni di euro, contemporaneamente ci siamo impegnati a trovare nuove fonti di copertura. Cosa che è avvenuta di concerto con il ministero dell'Economia.

Di quanto si tratta? «Di ulteriori 600 milioni di euro. Per avere piena disponibilità di queste risorse abbiamo bisogno di una norma: non è stato possibile farlo nel Consiglio dei ministri di oggi (ieri, ndr), presumo sarà nel prossimo. Sostanzialmente il problema è risolto. Contemporaneamente sarà approvato un decreto interministeriale per mandare in pagamento subito 400 milioni di questi 600».

Utilizzerete anche le risorse non spese del cosiddetto bonus giovani? «Può essere che una quota arrivi  anche da questo capitolo». Crede che queste somme riusciranno a coprire l'intero 2014? «Si. A conti fatti abbiamo messo 200 milioni di più della dotazione di partenza. Inoltre è pronto, e sarà varato insieme agli altri due provvedimenti, il decreto con i nuovi criteri sulla cig in deroga». Si tratta di criteri più restrittivi, giusto? Ci saranno novità rispetto alla bozza messa a punto a fine giugno e sulla quale Regioni e sindacati erano in disaccordo? «Rispetto a quella bozza ci sono delle modifiche. Ma non mi chieda quali. Non posso anticipare nulla».

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Una nota dell'Ufficio Stampa dell'Inps, pervenuta alla Redazione, ha precisato oggi che le procedure per la "quarta salvaguardia" prevista dall'art. 11-bis del decreto legge 102/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge 124/2013, sono ancora in corso. Kamsin L'Istituto di previdenza comunica che "sono in corso di definizione le operazioni di verifica e monitoraggio delle numerose istanze presentate dai soggetti interessati".

A questo riguardo l'Inps ha fatto notare che il criterio ordinatorio è rappresentato dalla prossimità al raggiungimento dei requisiti per il perfezionamento del diritto al primo trattamento pensionistico utile (come precisato dal messaggio inps 522/2014, punto 1.2.2). All'esito delle operazioni i beneficiari della "salvaguardia" in argomento riceveranno apposita comunicazione da parte dell'Istituto.

L'Inps sta procedendo alla verifica delle posizioni individuali di coloro che hanno presentato domanda di ammissione al beneficio della salvaguardia con specifico riguardo al rispetto del vincolo della decorrenza della prestazione pensionistica che, com'è noto, deve avvenire entro e non oltre il 6.1.2015. La precisazione comporta che gli interessati devono aver maturato un diritto a pensione, con le vecchie regole pensionistiche, almeno con 12 mesi di anticipo (14 per coloro che accedono alla pensione con i 40 anni di contributi). Al fine della verifica della propria posizione assicurativa molti degli interessati alla quarta salvaguardia si sono visti peraltro richiedere dall'istituto, nelle ultime settimane, di fornire una documentazione integrativa.

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Il disegno di legge in materia di sesta salvaguardia, approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati all'inizio del mese di luglio, sarà discusso dal Senato dopo la pausa estiva. Kamsin E' quanto si apprende dal calendario aggiornato dei lavori di Palazzo Madama. Il Senato sarà infatti sino all'8 Agosto impegnato a tempo pieno nell'esame del ddl costituzionale e nella conversione di due decreti legge che scadono il 23 Agosto: si tratta del Decreto sulla Pa, arrivato ieri in Commissione Affari Costituzionali del Senato dopo il via libera della Camera e del decreto legge in materia carceraria (dl 92/2014).

Il ddl sulla sesta salvaguardia, che è stato assegnato alla 11° Commissione Lavoro del Senato, prevede, nella sua versione uscita da Montecitorio, la tutela di ulteriori 32.100 lavoratori appartenenti ai seguenti profili: a) lavoratori in mobilità (5.500 soggetti); b) prosecutori volontari (12.000 soggetti); c) lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, licenziati individuali (8.800 soggetti);  d) lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili (1.800 soggetti). Ed estende inoltre la platea dei beneficiari anche ad una nuova categoria: e) i cessati da un rapporto di lavoro a tempo determinato (4mila soggetti). (Qui lo strumento di Pensioni Oggi per verificare in anteprima la possibilità di accedere al beneficio).

Intervento che viene attuato attraverso 8.100 nuove posizioni da finanziarie e 24mila già finanziate ma non utilizzate. Si tratta nello specifico di 20mila posizioni derivanti dalla seconda salvaguardia che viene pertanto ridotta da 55mila a 35mila posizioni (con un intervento chirurgico sull'articolo 22, comma 1, lettera a) del Dl 95/2012 che riduce la capienza del contingente da 40mila a 20mila posti) e da 4mila posizioni rese disponibili nella quarta salvaguardia che vede ridursi la capienza del contingente dei cessati unilaterali da 6.500 posizioni a 2.500 (l'intervento opera sull'articolo 11, comma 2 del Dl 102/2013).

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Ieri è arrivato il primo via libera della Camera al decreto legge sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Kamsin Molte le novità che, come anticipato su Pensioni Oggi negli ultimi giorni, si accingono a fare ingresso nell'ordinamento temperando alcune criticità della Riforma Fornero del 2011. Vediamo dunque di riassumere le novità che ora saranno al vaglio del Senato prima del disco verde definitivo.

Quota 96 - Il decreto prevede, all’articolo 1-bis, che le disposizioni previgenti alla riforma pensionistica del 2011 (c.d. riforma Fornero) in materia di requisiti di accesso al sistema previdenziale continuino ad applicarsi anche al personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012 (c.d. quota 96 della scuola). Inoltre, è prevista la possibilità, per le lavoratrici della scuola che entro l'anno scolastico 2011/2012 abbiano maturato i requisiti per il pensionamento, ai sensi delle disposizioni vigenti prima della entrata in vigore della riforma, e che successivamente abbiano optato per la liquidazione del trattamento pensionistico secondo le regole di calcolo del sistema contributivo (cd. opzione donna), di chiedere il ricalcolo del trattamento (vedi i dettagli) a loro erogato sulla base del sistema di calcolo retributivo o misto per il periodo fino al 31 dicembre 2011, e con il sistema di calcolo contributivo a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Lavoratori Precoci - Sono state introdotte disposizioni, che prevedono la non applicazione delle riduzioni percentuali (vedi i dettagli) ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato, limitatamente ai soggetti che maturino il solo requisito di anzianità contributiva previsto (attualmente 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) entro il 31 dicembre 2017 (quindi non dovendo rispettare il requisito anagrafico dei 62 anni).

Divieto incarichi di consulenza ai pensionati - Il provvedimento prevede che le p.a. non possono conferire incarichi di studio e di consulenza, né incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo di amministrazioni pubbliche, a soggetti già lavoratori pubblici e privati collocati in quiescenza, a meno che non si tratti di incarichi o cariche conferiti a titolo gratuito (articolo 6). Il divieto trova applicazione anche per gli incarichi e le cariche presso gli organi costituzionali.

Divieto del trattenimento in servizio - Al fine di favorire il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni, il decreto dispone l’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio e l’ampliamento dell’ambito applicativo dell’istituto della risoluzione unilaterale del contratto da parte della P.A. nei confronti dei dipendenti che abbiano maturato i requisiti pensionistici. Per quanto attiene al primo punto si prevede che la cessazione dei trattenimenti in servizio dal 31 Ottobre 2014 (31 Dicembre 2015 per i magistrati). Nel corso dell'esame parlamentare del provvedimento è stata invece confermata che per i militari resterà in vigore l'attuale disciplina dell'ausiliaria e del richiamo a lavoro di chi è in pensione in quanto è stato cancellato per i "trattenimenti" dei vertici delle forze armate richiamati in ufficio il limite temporale del 31 dicembre 2015.

Per quanto riguarda la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro il provvedimento dispone che, in via generale, l'istituto non può trovare comunque applicazione prima del raggiungimento di un'età anagrafica che possa dare luogo a una riduzione percentuale del trattamento pensionistico per effetto del pensionamento anticipato (62 anni).

Oltre a ciò, si prevede che l'istituto non si applichi al personale di magistratura e che per i dirigenti medici e del ruolo sanitario del SSN la risoluzione unilaterale non possa avvenire prima del compimento dei 65 anni di età (68 anni per i responsabili di struttura complessa, per i professori universitari e per i dipendenti pubblici sospesi per i quali sia attivo l'istituto del ripristino del rapporto di lavoro).

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