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Termini di Pagamento della Buonuscita

Il dizionario di Pensioni Oggi
 
Cos'è: è il lasso di tempo che intercorre nel pagamento della cd. buonuscita per i pubblici dipendenti. Per effetto delle recenti modifiche lo slittamento può superare anche i quattro anni dalla cessazione dell'attività lavorativa.

Con la legge di stabilità di 2014, dal 1° gennaio 2014, i tempi per mettere in tasca i trattamenti di fine lavoro (tfr) e di fine servizio (tfs) dovuti a statali e dipendenti pubblici sono diventati piu' lunghi. Si deve attendere un periodo variabile da circa da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma viene anche frazionata in due o tre rate annuali. Vediamoli.

Inabilità o decesso - Per i pensionamenti per inabilità o per decesso il blocco è di tre mesi e 15 giorni per consentire all'Inps di liquidare la domanda. Nel complesso 3 mesi e mezzo.

Esuberi e raggiungimento limiti di servizio - Lo spostamento sale a 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato, o per risoluzioni unilaterali dell'amministrazione (cioè nel caso degli esuberi).

Dimissioni Volontarie - Il termine di pagamento è di 27 mesi (24 + 3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni.

Ma non è finita. C'è infatti una ulteriore attesa qualora la buonuscita superi i 50 mila euro lordi: se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento avviene in una unica soluzione; tra 50 mila e 100 mila euro il pagamento è diviso in due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la restante parte dopo 12 mesi dal pagamento della prima tranche, e; oltre 100 mila euro il pagamento è in tre rate: 50 mila il primo anno, 50 mila il secondo, la rimanenza il terzo.

Ad esempio un lavoratore che si dimettesse oggi con 120 mila euro lordi di buonuscita prenderà 50 mila euro dopo 27 mesi dalle dimissioni; altri 50 mila euro dopo 12 mesi dal pagamento del primo importo e la restante parte, pari a 20 mila euro, dopo altri 12 mesi. In pratica gli ultimi 20 mila euro arriveranno dopo ben quattro anni e tre mesi (51 mesi) dalle dimissioni. Il tutto a interessi zero. La differenza con il settore privato è dunque abissale: il Codice civile (art. 2120) impone al datore di lavoro il pagamento del tfr al momento della cessazione. Con buona pace della parità di trattamento garantita costituzionalmente.

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