Notizie

Notizie

Scontro tra Pd e Governo sul prelievo fiscale da applicare ai lavoratori che scelgono l'anticipo del TFR in busta paga. Possibile una revisione del prelievo sulla previdenza complementare. Stop per i quota 96 e i precoci.

La Commissione Bilancio di Montecitorio continuerà oggi e domani l'esame degli emendamenti al ddl di stabilità. Già ieri sono saltati oltre 1500 richieste di modifica anche se oggi, con l'esame dei ricorsi si potrebbe aprire la strada per un ripescaggio di alcune proposte. L'obiettivo resta comunque quello di arrivare ad un pacchetto di circa 500 emendamenti su cui concentrare gli sforzi, sulla base anche delle aperture dell'esecutivo formulate nei giorni scorsi. A saltare sono state tutte le proposte estranee per materia alla legge di stabilità e quelle che introducevano nuove o maggiori spese o minori entrate.

Kamsin I temi su cui si lavorerà saranno quelli più gettonati con gli emendamenti (Tfr in busta paga, tassazione sui fondi pensione e sulle casse previdenziali, bonus mamme, deducibilità Imu degli immobili produttivi, patronati, minimi per gli autonomi). Mentre sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti previsti per i quota 96 della scuola e i lavoratori precoci, temi sui quali Sel e Movimento Cinque Stelle avevano proposto decine di proposte emendative. Su questa vicenda l'ultima parola spetterà tuttavia all'esecutivo. La mancanza di copertura ha fatto scattare la scure anche sulla proposta di Maino Marchi e Marco Causi, entrambi del Pd, di riportare l’anticipo del Tfr ad una tassazione «separata», non cumulabile con gli altri imponibili.

In realtà un ragionamento sulla tassazione del trattamento di fine rapporto il governo non sembra disposto a farlo, mentre sulle aliquote dei fondi pensione si potrebbe scendere dal 20% al 15%, purché le mancate entrate siano compensate con altro gettito. Possibile anche la revisione del taglio ai patronati sui quali ieri il Premier, nell'intervista rilasciata a Porta a Porta, si è reso disponibile a rivedere la misura; e la proroga del prelievo agevolato sui rendimenti delle Casse Professionali (al 20%).

Tecnicamente l’esecutivo non è contrario neanche ad una possibile revisione del tetto di reddito al bonus mamme, fissato nel testo governativo a 90.000 euro. Gli emendamenti per un abbassamento sono decine ma le risorse liberate, spiegano alcune fonti governative, dovrebbero comunque essere destinate a servizi per l'infanzia, come gli asili nido. Allo stesso modo non pare accantonata l'idea di aumentare la deducibilità Imu degli immobili di impresa, anche se ogni aumento di un punto (oggi è al 20%) comporta un aggravio di 20 milioni.

Zedde

La Commissione Bilancio di Montecitorio ha tagliato 1500 emendamenti su 3.844 proposte presentate alla disegno di legge si stabilità, Ac-2679-bis in discussione alla Camera dei Deputati. L'obiettivo della Commissione è comunque quello di scremare gli emendamenti sino ad arrivare a 500, traguardo che dovrebbe essere raggiunto domani o al massimo Giovedì. Kamsin I temi su cui si lavorerà sono quelli dedicati al Tfr in busta paga, la tassazione sui fondi pensione e sulle casse previdenziali, bonus mamme, deducibilità Imu degli immobili produttivi, patronati, al nuovo regime dei minimi per i lavoratori autonomi, al pubblico impiego.

Sono stati dichiarati ammissibili quindi gli emendamenti che chiedono di sterilizzare l'aumento del prelievo fiscale sui fondi pensione complementare e sulle Casse previdenziali private. E' stato dichiarato, invece, inammissibile per mancanza di copertura l'emendamento presentato da Sel per quanto riguarda la soluzione della vicenda dei 4mila lavoratori che si riconoscono nel movimento Quota 96. 

Inammissibili emendamenti Pd su tassazione agevolata Tfr - Tra gli emendamenti dichiarati inammissibili quelli di Maino Marchi e Marco Causi (Pd) per riportare l'anticipo del Tfr in busta paga ad un sistema di tassazione separata, ovvero non cumulabile con il resto dell'imponibile. Le proposte di modifica sono infatti prive della necessaria copertura. Stop anche alla proposta di Stefano Fassina per destinare anche agli statali il Tfr in busta paga e per farlo pagare direttamente dai datori di lavoro nelle imprese sotto i 50 dipendenti.

Zedde

E' stato avviato il confronto politico tra Governo ed amministrazioni locali per la definizione della nuova imposta comunale unica sugli immobili.

Kamsin È partito il confronto per definire i parametri della nuova imposta comunale sugli immobili. E' quanto si apprende da fonti vicine a Palazzo Chigi che confermano le intenzioni dell'esecutivo di introdurre la nuova tassa locale che, dal prossimo anno, dovrà riunire Imu e Tasi. Vita piu' facile, dunque, per i contribuenti dopo il pasticcio creato da Monti e poi da Letta con l'obiettivo dichiarato di rendere piu' semplice il quadro delle imposte locali. All'interno della nuova imposta ci dovrebbero essere anche i tributi minori com le imposte sulla pubblicità e la tassa per l'occupazione del suolo pubblico.

I tempi sono serrati. Oggi è iniziato il confronto tecnico fra il governo ed amministratori locali, un incontro che dovrebbe sfociare in una prima bozza della nuova imposta entro la fine di questa settimana.

I Pilastri della nuova Imposta Comunale unica sono, comunque, chiari. L'idea è introdurre un prelievo di base più alto sulle abitazioni principali accompagnato, però, da una detrazione standard uguale per tutti. Ciò dovrebbe comportare che le case di maggior pregio pagheranno un'imposta più alta rispetto alla Tasi mentre la detrazione standard dovrebbe avvantaggiare le abitazioni con valori castali meno elevati. Un pò come accadeva con la vecchia Imu. I primi cittadini, poi, potrebbero aumentare la detrazione se avranno i conti in regola. Il conto complessivo tuttavia non è destinato a mutare significativamente.

Tra i punti sul piano sul tavolo del governo c'è la possibilità di agevolare ulteriormente il pagamento delle imposte per le famiglie numerose ancorando fissando una maggiorazione della detrazione in presenza di figli sino a 26 anni. Con la nuova imposta verrà meno anche la quota che l'inquilino deve corrispondere, come, invece, prevede attualmente la Tasi.

La riforma dell'imposizione fiscale immobiliare sarà accompagnata da quella del Catasto, altro punto all'ordine del giorno dell'esecutivo. Ieri, infatti, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo sulle commissioni censuarie. La nascita delle commissioni, prevista entro tre o quattro mesi, consentirà di mettere mano ai valori catastali, parametri che ormai non rappresentano piu' il reale valore di mercato degli immobili. 

I nuovi parametri prevedono che, il valore medio degli immobili dovrà essere infatti stabilito sulla base del valore di mercato, indicato in metri quadrati e determinato con funzioni statistiche espressi con un algoritmo frutto di metodologie scientifiche nazionali. La rendita catastale sarà invece determinata con metodologia analoghe a quelle usate per il valore ma basata sul valore locativo.

Zedde

Una norma nascosta della legge 147/2014 prevede che i trattamenti pensionistici erogati in favore dei nuovi 32.100 salvaguardati non potranno avere decorrenza antereriore al 6 Novembre 2014.

Kamsin Il trattamento pensionistico per i lavoratori che faranno parte della sesta salvaguardia non potrà avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della legge 147/2014, cioè il 6 Novembre 2014. E' quanto prevede l'articolo 2, comma 2 della citata legge che ha dato il via libera alla salvaguardia di un contigente di oltre 32mila lavoratori che erano risultati fuori dal mercato del lavoro alla data di entrata in vigore della Riforma Fornero del 2011.

Poche righe spuntate nel testo di legge che hanno un significato non chiaro a prima vista. Ma, a ben vedere, comporterà che i 32 mila lavoratori beneficiari del provvedimento perderanno le mensilità di pensione a cui avrebbero avuto diritto in base alla previgenti regole se queste si collocano temporalmente prima della data di entrata in vigore della legge. Un escamotage, peraltro già sperimentato con la quarta e con la quinta salvaguardia che, nei fatti, negherà ai beneficiari il diritto agli arretrati. In pratica una persona, risultante inclusa tra i 32.100 fortunati, che avesse raggiunto il diritto a pensione nel 2012 con decorrenza originaria prevista nel 2013 potrà, al massimo, ottenere la pensione non prima del 6 Novembre 2014 con perdita, quindi, delle mensilità intercorrenti tra il 2013 ed il novembre 2014.

Non solo. Come ci segnalano i nostri lettori, l'Inps erogherà la prestazione con un ulteriore ritardo. Il trattamento viene infatti posto in pagamento solo dopo la comunicazione di avvenuta inclusione nel contingente dei 32.100 salvaguardati previa presentazione della domanda di pensione. Ora, considerando che ci vorranno da sei mesi ad un anno per la chiusura delle graduatorie, i destinatari della salvaguardia potranno, pertanto, ottenere la decorrenza della prestazione solo al termine di questo ulteriore lasso di tempo che dipende, per l'appunto, dall'Inps.

Zedde

Il provvedimento prevede il superamento dell’accisa minima, bocciata dall’Ue, l’introduzione dell’onere fiscale minimo e l’aumento della tassazione dal 7 al 10%.

Accisa ridotta al 50 per cento per E-CiG e bruciatori. L'accisa sulla sigaretta elettronica sarà determinata sulla tassazione che pesa sul quantitativo equivalente di sigarette tradizionali, con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo di sigarette e all'equivalenza di consumo determinata sulla base di procedure da definire con un decreto dei Monopoli. È quanto prevede il decreto legislativo, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, sulle accise.

Kamsin Il governo ha dunque  accolto le condizioni poste dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, acconsentendo a portare dal 60% al 50% il livello di tassazione delle sigarette elettroniche e sui nuovi prodotti da inalazione senza combustione rispetto a quello delle sigarette comuni. I dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, sono esclusi dalla tassazione.

Il provvedimento prevede, inoltre, il superamento dell’accisa minima, bocciata dall’Ue, l’introduzione dell’onere fiscale minimo (comprensivo cioè anche dell’Iva) e l’aumento della tassazione dal 7 al 10%, che corrisponde a una variazione del prezzo a pacchetto tra i 10 e i 20 centesimi.

Le maggiori entrate, che vengono quantificate in circa 200 milioni, dovrebbero confluire in un apposito fondo per la riduzione della pressione fiscale. Le nuove norme dovrebbero trovare applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2015.

Zedde

© 2022 Digit Italia Srl - Partita IVA/C.f. 12640411000. Tutti i diritti riservati