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Il voucher può essere richiesto dai disoccupati percettori di Naspi da oltre 4 mesi per attivare un servizio intensivo di ricerca di un lavoro presso le agenzie per il collocamento al lavoro. 


L'assegno di Ricollocazione

Il dizionario di PensioniOggi.it

Ai disoccupati percettori della Naspi da oltre quattro mesi l'articolo 23 del Dlgs 150/2015 ha riconosciuto la facoltà di richiedere una somma denominata «assegno individuale di ricollocazione», graduata in funzione del profilo personale di occupabilita', spendibile presso i centri per l'impiego o presso i servizi accreditati per aumentare le possibilità di un nuovo impiego. L'assegno si sostanzia in un voucher che, una volta ottenuto, deve essere speso dal lavoratore per attivare il servizio di ricollocamento da parte delle agenzie per il collocamento al lavoro entro due mesi dalla sua concessione pena la decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito (cioè dalla Naspi). 

La novità consiste nel fatto che le agenzie in questione vengono remunerate (dallo Stato o dalla regione con la dote attribuita al lavoratore) solo a occupazione trovata; il voucher, in altri termini, è pagabile solo a seguito dell'effettivo ricollocamento del lavoratore, a risultato ottenuto e non per l'attività, comunque, svolta genericamente a sostegno del soggetto. L'assegno ha una durata di sei mesi, prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l'intero ammontare dell'assegno e il suo importo non costituisce reddito imponibile nè ai fini Irpef nè ai fini previdenziali per il lavoratore che lo richiede. Una volta conseguito il voucher il lavoratore potrà scegliere liberamente l'ente pubblico o privato che si occuperà del proprio collocamento al lavoro tra le agenzie accreditate presso l'Anpal. Il voucher resta pienamente compatibile con la Naspi: il beneficiario, pertanto, non rischia la decadenza dall'ammortizzatore sociale a seguito della concessione dell'assegno. 

Il valore dell'assegno di ricollocazione 
Il valore dell'assegno di ricollocazione è determinato dall'Anpal, l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, attraverso un algoritmo che tiene conto di alcune informazioni necessarie per stilare il profilo del lavoratore, dalla scolarizzazione, alle competenze, area geografica, durata disoccupazione, tra le altre. L'Anpal elaborerà in automatico il profilo occupazionale, il profiling, un indicatore di distanza dal mercato del lavoro che si riassume con un numero da 0 a 1 in base alle possibilità di occupazione del lavoratore. Ad esempio chi segna uno 'score' di 0,5 ha il 50% delle possibilità di trovare lavoro, chi segna 1 avrà l'assegno più alto (5mila euro), chi segna 0 quello più basso (mille) e nel mezzo tutti i decimali possibili a cui corrisponde dunque una diversa entità dell'assegno entro una forchetta di valori minimi e massimi stabilita dall'Anpal a seconda del tipo di contratto che l'agenzia per il collocamento riuscirà a far conseguire al lavoratore. Il valore della profilazione viene aggiornato ogni 90 giorni sulla base della durata della disoccupazione e della frequenza di corsi di aggiornamento professionali stabiliti dal tutor. 

Il valore riscuotibile dall'Agenzia varia da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato); da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi; da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi (solo in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia). L'Agenzia viene remunerata anche per i casi di insuccesso alla ricollocazione: 106,5 euro fisse per ciascun lavoratore preso in carico a condizione, però, che l'Agenzia abbia collocato una percentuale di disoccupati superiore alla media del territorio nel semestre solare precedente.

I servizi che l'agenzia per il lavoro dovrà erogare nei confronti dei lavoratori avranno natura intensiva rispetto al generico patto di servizio personalizzato che i disoccupati attivano per fruire delle prestazioni contro la disoccupazione. In particolare è prevista l'assegnazione al lavoratore di un tutor o job advisor, che lo segue nel percorso verso un nuovo impiego attraverso una riqualificazione professionale. Resta fermo l'impegno della persona a svolgere le attività individuate dal tutor e ad accettare le offerte di lavoro congrue, come definite all'articolo 25 del d. lgs. n. 150/2015 a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla Naspi. E' prevista la sospensione del servizio se la persona ottiene un'assunzione in prova o a tempo determinato e ripresa del servizio nel caso in cui se il rapporto di lavoro abbia avuto una durata inferiore a sei mesi. Il lavoratore potrà cambiare una sola volta l'ente che eroga il servizio di assistenza, fino a quando non viene proposta l'offerta di lavoro.

L'estensione delle platee 
La recente legge di bilancio per il 2018 ha esteso l'erogazione dell'assegno anche in favore dei lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale. Abbinando la misura ad una serie di incentivi economici per datori di lavoro e lavoratori. Obiettivo anticipare la ricerca di un nuovo impiego tramite l'AdR prima della cessazione definitiva di quello precedente. Sempre la medesima legge di bilancio ha previsto l'erogazione della misura in favore dei beneficiari del ReI, il reddito di inclusione, per il quale tuttavia si attendono ancora le istruzioni attuative.

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Documenti: Il decreto legislativo 150/2015

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