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Cresce nel 2018 l'età pensionabile dei giornalisti assicurati presso l'Inpgi. L'età per la vecchiaia schizza a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e a 65 anni e 7 mesi per le donne. 

Inpgi

Il dizionario di Pensioni Oggi

L'Inpgi, anche conosciuto come istituto Giovanni Amendola, è l'istituto gestisce la previdenza dei giornalisti professionisti e praticanti nonchè dei giornalisti pubblicisti che hanno un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica. L'istituto ha connotazione del tutto peculiare rispetto alle altre forme di previdenza obbligatorie in quanto è l'unico ente che amministra una forma sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria in regime di diritto privato a seguito della privatizzazione del Dlgs 509/1994. Da ciò discende che le norme sulla previdenza pubblica obbligatoria, destinate ai lavoratori assicurati presso l'Inps, non risultano spesso direttamente applicabili ai lavoratori del settore. La normativa applicabile agli assicurati presso l'Inpgi trova, pertanto, fondamento nel regolamento delle attività istituzionali del Fondo che è sottoposto, comunque, alla vigilanza del Ministero del Lavoro e del Ministero del Tesoro.

L'Istituto al pari delle altre casse professionali eroga una gamma di prestazioni previdenziali nei confronti degli assicurati nella nomenclatura del tutto simile alla quelle corrisposte verso la generalità dei lavoratori iscritti presso l'Inps seppur con regole e criteri diversi dall'assicurazione comune dato il regime privatistico e di autonomia dell'istituto. In particolare la Fondazione eroga i trattamenti previdenziali di vecchiaia, anzianità, invalidità e superstiti, i trattamenti economici contro la tubercolosi; la disoccupazione e la cassa integrazione, gli assegni per il nucleo familiare; i trattamenti per la maternità e l'infortunio.

I requisiti per la pensione
Dal 1° gennaio 2017 a seguito dell'approvazione dei Ministeri vigilanti il 21 febbraio 2017, è in vigore il nuovo regolamento delle attività istituzionali con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio di bilancio della Fondazione nel medio lungo periodo. L'indicato regolamento ha avuto il pregio tra l'altro di introdurre il sistema di calcolo contributivo nella gestione con riferimento alle anzianità contributive maturate dalla predetta data in poi, un intervento del tutto analogo a quanto avvenne nel 1996 nel regime Inps con la Legge Dini.

Dal 1° gennaio 2018 a seguito della Riforma i giornalisti uomini possono accedere alla prestazione di vecchiaia al raggiungimento di 66 anni e 7 mesi, mentre per le donne il requisito è di 65 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 20 anni di contributi. E' mutato anche il quadro della vecchia pensione di anzianita'. Dal 1° gennaio 2018 sia uomini che donne possono uscire con 62 anni e 38 anni di contributi oppure, a prescindere dall'età anagrafica, con 41 anni e 10 mesi di contributi (42 anni e 10 mesi gli uomini). Naturalmente chi ha raggiunto i requisiti pensionistici previgenti entro il 31 dicembre 2016, cioè prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento istituzionale, mantiene la facoltà di andare in pensione con le previgenti regole. 

A differenza del sistema gestito dall'Inps il regolamento Inpgi prevede, per i giornalisti che non abbiano raggiunto il minimo di 20 anni di contributi all'età prevista per il pensionamento di vecchiaia, la possibilità di chiedere una indennità una tantum pari all’importo dei contributi effettivamente versati nell’assicurazione invalidità vecchiaia e superstiti (art. 5 Regolamento Inpgi). La tavola sottostante riepiloga gli attuali requisiti per il pensionamento di vecchiaia e di anzianita' nella gestione Inpgi. 

Le altre prestazioni

Oltre alla prestazione di vecchiaia e di anzianita' l'istituto riconosce anche la pensione ai superstiti dell'assicurato o pensionato deceduto (nella forma della pensione di riversibilità e indiretta) e la pensione di invalidita' nei confronti dell'assicurato che sia riconosciuto totalmente e permanentemente inabile ad esercitare l'attività professionale giornalistica a condizione che risultino versati in suo favore almeno 180 contributi mensili, ovvero non meno di 60 dei quali almeno 12 nel quinquennio precedente la domanda di pensione (tranne nel caso in cui sia riconosciuta la causa di servizio) e che sia intervenuta la cessazione effettiva dell'attività professionale giornalistica. 

Al pari del regime obbligatorio Inps l'Inpgi riconosce il supplemento di pensione per i contributi versati o accreditati dopo la decorrenza della pensione. La prestazione non può essere chiesta prima che siano trascorsi almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento (in deroga, il primo supplemento può però essere liquidato al momento della cessazione del rapporto di lavoro). L'Istituto eroga anche la pensione supplementare ove l'iscritto risulti titolare di un trattamento di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria o di forme sostitutive, esonerative o esclusive, ove i contributi accreditati presso l'Inpgi non siano sufficienti per il conseguimento del diritto a pensione autonoma. 

Da ultimo c'è da dire che a differenza del regime obbligatorio pubblico l'Inpgi ha mantenuto regole specifiche riguardo alla cumulabilità del trattamento pensionistico con i redditi da lavoro. In particolare se le pensioni di vecchiaia sono interamente cumulabili con i redditi di lavoro autonomo e dipendente quelle di anzianità, se liquidate con meno di 40 anni di contribuzione e prima dell'età di vecchiaia, sono cumulabili con i redditi da lavoro dipendente e autonomo fino al limite massimo di euro 20mila euro mentre la quota di reddito eccedente tale limite è incumulabile fino a concorrenza del 50% del predetto trattamento pensionistico, al netto della quota cumulabile.

I liberi professionisti iscritti all'Inpgi 2
Regole specifiche riguardano invece i giornalisti professionisti e pubblicisti che esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione o che svolgono attività lavorativa di natura giornalistica nella forma della collaborazione coordinata e continuativa. Costoro risultano iscritti presso la Gestione Separata dell'Inpgi (cd. Inpgi 2) i cui requisiti per il pensionamento sono esposti nella tavola sottostante. 

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