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I sei aumenti periodici di stipendio riconosciuti in favore dei lavoratori appartenenti al comparto difesa e sicurezza determinano un aumento della misura dell'assegno pensionistico. 

I Sei Scatti
Il dizionario di PensioniOggi.it

In base all'art. 4, del Dlgs 165/1997, al personale delle Forze Armate e delle forze di polizia ad ordinamento militare o civile (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato) sono attri­buiti sei aumenti periodici in aggiunta alla base pensionabile, calcolati all'atto della cessazione dal servizio per qualsiasi causa determinata utili ai fini della determinazione della misura del trattamento pensionistico e della buonuscita. Tali aumenti periodici della base pen­sionabile incidono in maniera differente sull'am­montare del trattamento di quiescenza e sulle mo­dalità di versamento del relativo contributo, a se­conda del sistema di calcolo pensionistico applica­bile all'interessato, retributivo, misto e contributivo puro e si aggiungono a qualsiasi altro beneficio spettante. Si rammenta che l'istituto in questione non trova applicazione nei confronti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. 

Calcolo con le regole del sistema retributivo 

A decorrere dal 1° gennaio 2005 i sei scatti stipendiali, ciascuno del 2,50%, vengono calcolati sullo sti­pendio cd. «parametrato» cioè sui valori stipendiali corre­lati ai livelli retributivi, indennità integrativa spe­ciale, sui cd. benefici di infermità previsti dall'articolo 3 della legge 539/1950, sull'importo relativo alla retribuzio­ne individuale di anzianità nonchè sull'indennità di vacanza contrattuale e sull'eventuale assegno ad personam. I sei scatti non si applicano, invece, sull'assegno funzionale. Per il personale dirigente e per quello direttivo con trattamento stipendiale dirigenziale i sei scatti si calcolano sull’ultimo stipendio, con esclusione dell’importo relativo alle quote mensili di cui all’articolo 161 della legge n. 312/80 e delle altre indennità (es. indennità perequativa e di posizione).

Considerato che i sei aumenti periodici vengono corrisposti in aggiunta alla base pensionabi­le, l'importo corrispondente al beneficio - rappor­tato all'aliquota pensionistica totale maturata dal­l'interessato all'atto della cessazione dal servizio - deve essere aggiunto alle quote di pensione A) e B), precedentemente determinate a norma del­l'art. 13, Dlgs n. 503/1992. Ciò senza tenere con­to, ovviamente, del beneficio stesso e senza opera­re la maggiorazione del 18%. In sostanza il 15% dello stipendio come sopra determinato deve essere moltiplicato per le relative aliquote di rendimento maturate dall'assicurato in funzione dell'anzianità contributiva in possesso al 31 dicembre 1995 o al 31 dicembre 2011 a seconda dei casi. 

Ritenuta contributiva 
Per l'attribuzione della maggiorazione in parola la legge prevedeva l'applicazione di una aliquota contributiva a carico del lavoratore pari, in origine, all'8,75% poi incrementata progressivamente a partire dal 1998, secondo la tabella A) allegata al Dlgs 165/1997. Per effetto della Riforma Fornero dal 1° gennaio 2012 la relativa contribuzione deve essere calcolata con l’applicazione dell’aliquota ordinaria sullo stipendio maggiorato figurativamente del 15% (messaggio inps 21324/2012).

Calcolo con le regole del sistema misto o interamente contributive 

Per le anzianità maturate a decorrere dal 1.1.1996 (o dal 1.1.2012 per coloro in possesso di più di 18 anni di contributi al 31.12.1995) l'istituto dei sei scatti periodici viene trasformato in un incremento figurativo pari al 15% dello stipendio su cui opera la misura ordi­naria della contribuzione. Ciò vale anche per il personale che esercita la facoltà di opzione per il sistema contributivo prevista dall'art. 1, comma 23, legge n. 335/1995. L'ulteriore contribuzione accreditata determina, pertanto, un incremento dell'imponibile retributivo per cia­scun anno di riferimento ed incide sul montante contributivo che ogni anno viene rivalutato per il cd. tasso di capitalizzazione e, quindi, incrementa la cd. quota c di pensione.  Al riguardo l'Inps ha confermato che l'imponibile sog­getto alla maggiorazione figurativa del 15% corri­sponde allo stipendio parametrato come sopra individuato, e che su tale maggiorazione si applica l'aliquota pensionistica complessiva attualmente in vigore e pari al 33% (di cui 8,80% a carico del dipendente e 24,20% a carico del datore di lavoro), oltre allo 0,35% a titolo di Fondo Credito. Va precisato che, per le anzianità contributive matu­rate fino al 31.12.1995, per i destinatari del sistema misto, i sei aumenti periodici sono calcolati secondo le regole del sistema retributivo, sopra evidenziate. 

Documenti: Nota operativa Inpdap 28/2004; Circolare Inpdap 22/2009; Messaggio Inps 21324/2012; Dlgs 165/1997

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