Ecco le strade per andare in pensione nel 2022

Lunedì, 02 Maggio 2022
Il riepilogo dei principali canali di pensionamento disponibili nel 2022 per la generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all'INPS dopo le modifiche apportate dal legislatore con l'ultima legge di bilancio.

Dopo l'entrata in vigore della legge di bilancio 2022 resta confermato il mix di combinazioni che consentono di andare in pensione per la generalità dei lavoratori autonomi e dipendenti iscritti all'Inps.

Anche nel 2022 ci sono tre strade principali per accedere alla pensione: la pensione di vecchiaia, l'ordinaria pensione anticipata, la quota 100 per chi ha raggiunto i requisiti entro il 31.12.2021 e la quota 102 per chi raggiungerà la combinazione 64 anni e 38 di contributi nel 2022. Le situazioni sono sinteticamente sotto riportate per una prima visione d'insieme dei cambiamenti in vigore dal 1° gennaio 2022.

Lavoratori nel Sistema misto

Per gli assicurati nel sistema misto (cioè in possesso di contribuzione al 31.12.1995):

  • pensione di vecchiaia a 67 anni e 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) a prescindere dall'età anagrafica;
  • pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci in particolari condizioni meritevoli di tutela (disoccupati, caregivers, invalidi almeno al 74%, addetti a mansioni gravose o usuranti);
  • pensione con quota 100 cioè con 62 anni e 38 anni di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2021) oppure con 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2022), la cd. quota 102.

Si rammenta che i predetti requisiti contributivi possono essere integrati anche con il riscatto agevolato della laurea a condizione di optare per la liquidazione della pensione con le regole contributive (art. 1, co. 23 della legge n. 335/1995).

Sistema contributivo

Per gli assicurati nel sistema interamente contributivo (cioè privi di contribuzione al 31.12.1995):

  • pensione di vecchiaia a 67 anni e 20 anni di contributi unitamente ad un assegno con un importo non inferiore a 1,5 volte il valore dell'assegno sociale;
  • pensione di vecchiaia con 71 anni e 5 anni di contributi effettivi (cioè con esclusione della contribuzione figurativa);
  • pensione anticipata con 64 anni e 20 anni di contribuzione effettiva (cioè con esclusione della contribuzione figurativa) a condizione che l'importo soglia non risulti inferiore a 2,8 volte il valore dell'assegno sociale;
  • pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) a prescindere dall'età anagrafica;
  • pensione con 62 anni e 38 anni di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2021) oppure con 64 anni e 38 di contributi (se raggiunti entro il 31.12.2022).

Cristallizzazione

La quota 100 e la quota 102 sono due misure temporanee. Tuttavia chi ha maturato i requisiti entro il 31.12.2021 (62 anni di età e 38 di contributi) e chi li raggiungerà entro il 31.12.2022 (64 anni di età e 38 di contributi) può decidere di pensionarsi in qualsiasi momento successivo, anche nel 2022, 2023, 2024 e così via.

Restano le finestre

Occorre ricordare che sia per l'accesso alla pensione con la quota 100/102 che con la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne e 41 anni i precoci) resta in vigore un meccanismo di differimento nell'erogazione della pensione pari a tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Solo per i dipendenti pubblici coinvolti nella quota 100 o quota 102 la finestra mobile è di sei mesi dalla maturazione dei requisiti. Nessuno slittamento è previsto con riferimento al conseguimento della pensione di vecchiaia.

Gli altri scivoli pensionistici
Restano in vigore gli scivoli pensionistici creati e/o rafforzati in questi ultimi anni. In particolare proseguono le agevolazioni per i lavori usuranti (uscita a 61 anni e 7 mesi unitamente ad un minimo di 35 anni di contributi e perfezionamento del quorum 97,6) e la rita, la rendita integrativa temporanea anticipata, per chi sceglie di farsi pagare l'anticipo dal fondo di previdenza complementare.

A questi canali si aggiunge anche la proroga dell'opzione donna per le lavoratrici con 58 anni (59 le autonome) unitamente a 35 anni di contributi raggiunti entro il 31 dicembre 2021, e la proroga di un anno dell'ape sociale cioè l'uscita a 63 anni e 30/36 anni di contributi in particolari condizioni meritevoli di tutela (disoccupati, caregivers, invalidi almeno al 74%, addetti a mansioni gravose), rinnovato sino al 31 dicembre 2022.

 

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